Pgt di Lissone, il Comune fa chiarezza sul decreto che lo cancellerebbe

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Un decreto del Presidente della Repubblica che ha accolto un ricorso presentato nel 2012 dalla provincia di Monza e Brianza contro il Piano regolaotore cittadino e della prima variante del 2013 cancellerebbe il Pgt lissonese? Secondo alcuni, in particolare il consigliere provinciale leghista Andrea Monti il documento imporrebbe di rifare tutto daccapo. Ma l’amministrazione locale guidata da Concettina Monguzzi, anche consigliere provinciale oltre che sindaco, non ci sta e decide di inviare un comunicato: « Il ricorso riguardava la mancata corrispondenza con le previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di 11 Ambiti territoriali di trasformazione, precisamente gli AT 1,2,4,5,7,8,9,25,26,29,30 – spiega il sindaco – A differenza di quanto affermato dal consigliere Monti, TUTTI questi Ambiti di trasformazione risultano chiaramente e inequivocabilmente cancellati dalla variante da noi adottata nel 2013, venendo restituiti alla funzione di ricomposizione paesaggistica e di rete verde e corridoio ecologico come richiesto dal Ptcp». Monti aveva scritto invece che «non sono state seguite in maniera scrupolosa tutte le osservazioni avanzate dalla Provincia, ma si è proceduto ad annullare solo alcuni ambiti e non tutti quelli oggetto del ricorso», a fronte di una compatibilità con il Pctp nel gennaio 2014. Il sindaco ribatte: «Dal punto di vista politico, all’epoca dell’approvazione del Pgt di Lissone nel 2012 io stessa militavo nelle file dell’opposizione consigliare che si è sempre e fortemente opposta all’approvazione di quel Pgt, presentando tra l’altro un’osservazione per la modifica del documento in senso coerente proprio con il Ptcp provinciale e abbandonando l’aula nelle fasi terminali delle votazioni in segno di protesta contro la mancata accettazione delle nostre proposte. Pertanto la responsabilità politica della mancata coerenza tra Pgt lissonese del 2012 e Ptcp ricade tutta ed esclusivamente sulla maggioranza dell’epoca, ovvero sull’amministrazione rappresentata non da me ma da uno di quei “Sindaci nostri amici” contro cui lo stesso Monti dichiara di essere arrivato “addirittura a litigare” per la divergenza di opinioni sulla difesa del verde e del suolo. Non esiste dunque alcun “conflitto di interessi” tra la mia carica di Sindaco e quella di consigliere provinciale, né avrò alcun “imbarazzo” o difficoltà a sostenere le mie posizioni nei due ambiti, al contrario: infatti “la difesa del nostro suolo e del nostro territorio” è da sempre uno dei punti principali del programma per il quale i Lissonesi mi hanno votata e il fatto che possa sostenerla anche in Consiglio Provinciale rafforza in tal senso la volontà della mia Amministrazione. In piena coerenza, tra l’altro, con quanto richiesto dal decreto del Presidente della Repubblica».

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