Pedemontana, Monza chiede la gestione regionale della Mi-Meda

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Un piano B per la famigerata Pedemontana che comporta un risparmio di oltre un miliardo di soldi pubblici. Lo ha elaborato la Provincia di Monza e Brianza e in particolare il presidente Gigi Ponti che, due giorni fa, ha riunito a Monza l’assemblea dei 55 sindaci dell’area. Ancora una volta, insieme all’assessore Regionale Alessandro Sorte, si è parlato di infrastrutture e in particolare delle grandi arterie che dovrebbero decongestionare un traffico da 300 mila auto al giorno. La Pedemontana è di certo una spina nel fianco dei sindaci: utilizzati l”80 per cento dei fondi pubblici e completato il 30% del percorso con la cosiddetta tratta B2 a rischio e soprattutto la super congestione della Milano Meda e della Valassina. Ma secondo la Provincia di Monza è possibile pensare ad una “exit strategy” che persegua l’obiettivo di facilitare i flussi di attraversamento in direzione est-ovest risparmiando suolo e al contempo risorse pari a 1300 miliardi. In particolare si ipotizza una revisione del progetto che rinuncia alla realizzazione della terza corsia e alla tratta D, con un risparmio previsto di circa 500.000 mq di suolo coinvolto: in particolare si verificherebbe un minore impatto sullo svincolo di Meda che interessa l’area Ex-Icmesa, e il mantenimento dello svincolo esistente di Desio. Inoltre una quota del risparmio stimato potrebbe essere applicato in interventi di riqualificazione e potenziamento della rete infrastrutturale esistente. La Provincia pensa, in particolare, al completamento dello svincolo
di collegamento tra la A51 e la A4 all’interno dei comuni di Agrate e Carugate: un’opera indispensabile inserita nell’accordo di programma, il cui valore è stato stimato in circa 75 milioni di Euro, e per la quale è stato completato il progetto definitivo, ma che non risulta finanziata, né inserita nei piani d’investimento. In questo quadro si gioca il futuro della Milano-Meda, che sarebbe oggetto di  riqualificazione e potenziamento da Bovisio Masciago (fine tratta Pedemontana) a Cormano (innesto con A4).  «Non è più possibile tollerare che la cura della Milano-Meda non appartenga a nessuno e nemmeno è immaginabile che l’entrata in esercizio della B1 avvenga su un tracciato in condizioni di sicurezza precarie – ha quindi detto Ponti – chiedo a Regione Lombardia di convocare un tavolo congiunto con Città Metropolitana di Milano per prendersi in carico la gestione e manutenzione di questa strada per ripristinare al più presto condizioni di sicurezza per la circolazione». Si è infine discusso del trasporto pubblico e in particolare degli strumenti di pianificazione della Provincia si prevede la realizzazione delle opere già finanziate e progettatecome la riqualificazione della metrotramvia Milano-Desio-Seregno (opera appaltata per 103 ml di euro con un impegno finanziario da parte di MB per circa 18,2 milioni); l’approvazione del progetto e l’indizione della gara per la metrotramvia Milano-Varedo (per circa 99 milioni di Euro di cui 2,1 circa a carico della Provincia MB) e contestuale progettazione e finanziamento del 2° lotto fino a Limbiate/Linea ferroviaria Saronno-Seregno; risulta necessario, inoltre, il reinserimento in tutti gli strumenti di programmazione ai vari livelli, del prolungamento della M2 fino a Vimercate, riattivando i tavoli territoriali.

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