Pedemontana: la ribellione dei sindaci

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BRIANZA –  di Gabriele Cereda – Multe a chi sporca le strade con le ruote dei camion e archi anti-traffico alti 2 metri e 20 per sbarrare la strada ai mezzi pesanti. Sono alcune delle misure che i sindaci del territorio interessati dall’attraversamento di Pedemontana sono pronti a mettere in atto. Tutti sul piede di guerra, chiedono “certezze su tempi e risorse, perché i problemi legati alla nuova autostrada devono essere risolti prima dell’avvio dei lavori, quando ormai non si potrà più intervenire”. È questa, in sostanza, la posizione dei 16 sindaci che hanno aderito al tavolo sovracomunale di Lissone “sull’affaire” Pedemontana.
Da Lentate sul Seveso a Monza le parole d’ordine sono attenzione e responsabilità. La prima è richiesta anche ai cittadini, chiamati ad esprimere la loro e a fare presenti eventuali criticità, la seconda è rivolta alle istituzioni “che per una volta devono evitare il solito gioco dello scaricabarile”. Ad oggi, non pochi sono i problemi intorno alla lingua d’asfalto che cambierà la geografia degli spostamenti in Lombardia. Si va dalla gestione della viabilità e della mobilità nel periodo in cui i cantieri rimarranno aperti, fino ai 60 milioni di euro che ancora mancano all’appello e già previsti dagli accordi di programma per realizzare opere di miglioria urbana nei comuni attraversati dal tracciato.
Ad esempio, il primo cittadino di Lissone, Concetta Monguzzi sta lavorando per la realizzazione di uno svincolo per evitare che centinaia di camion attraversino il quartiere di Santa Margherita. “Con Seregno, stiamo studiando una soluzione che non penalizzi gli abitanti e tantomeno le attività industriali della zona. L’obiettivo è quello di convogliare verso l’esterno il traffico diretto alla discarica e ai capannoni dell’area industriale, con la realizzazione di un’uscita agevole sulla Valassina”. Il progetto odierno, invece, prevede lo smantellamento dello svincolo già esistente sulla statale 36 a favore di una nuova uscita da realizzare pochi chilometri più indietro a favore di un’intersezione tra la Pedemontana e la Valassina. Un pericolo che allarma sempre di più i residenti della zona. Un’alternativa Pedemontana l’ha già presentata, ma gli abitanti del quartiere e il Comune l’hanno giudicata poco ragionevole: si tratta di una serie di viadotti che taglierebbero in due la zona e costringerebbe le auto che devono raggiungere la frazione lissonese ad un complicato giro dell’oca. “Occorre fare in fretta. Il tempo stringe e siamo Davide contro Golia”, ammoniscono gli abitanti del quartiere.

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