Pedemontana, congestione di vie secondarie. Ecco i dati

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Uno studio sugli effetti dell’apertura della Pedemontana sulla viabilità brianzola, con particolare riguardo alla Milano-Meda. Il dossier, realizzato dallo Studio META di Monza utilizzando un modello di simulazione del traffico, è stato commissionato dalle due Province di Como (attraversata dalla SP 32 Novedratese) e di Monza e Brianza (attraversata dalla ex SS35 Milano-Meda), con il coinvolgimento di 10 Comuni: Arosio, Barlassina, Carimate, Carugo, Cesano Maderno, Figino Serenza, Lentate sul Seveso, Mariano Comense, Novedrate, Seveso. I risultati sono molto interessanti perché mostrano una congestione della viabilità secondaria e il rischio di una Milano Meda ingolfata da camion.  Il flusso simulato a seguito dell’apertura della tratta B1 Lomazzo-Cermenate attribuisce alla tratta in questione un traffico pari a circa 21 mila veicoli al giorno, che si riversano in buona misura sulla Milano-Meda, già satura soprattutto in direzione sud: gli incrementi stimati variano dal + 36 per cento a Lentate sul Seveso (pari a 43 mila 500 veicoli) al +3% a Varedo (pari a 96 mila 900 veicoli). Le simulazioni dell’apertura della tratta B2 e l’incidenza dell’effetto tariffa. I risultati delle simulazioni si rivelano molto sensibili rispetto ai livelli tariffari applicati, considerando che l’attuale pedaggio – senza regimi di sconto – si posiziona tra i più elevati nel panorama regionale. Ciò in particolare rileva in vista di un’eventuale apertura della tratta B2 a pedaggio: uno scenario, questo, che comporterebbe significativi cambiamenti, con una possibile diminuzione del traffico sulla Milano-Meda rispetto ai livelli attuali per l’espulsione di buona parte dei pendolari, in fuga dal pedaggio. Resterebbero confermati, invece, i flussi determinati dal traffico pesante. La Milano-Meda diventa una strada camionale? Lo studio ha approfondito i comportamenti dei diversi utenti evidenziando che il traffico leggero, nella sua componente pendolare, pare poco disponibile ab pagare le tariffe autostradali proposte, contrariamente a quello pesante che tende invece a servirsi comunque delle nuove infrastrutture. La conseguenza diretta di ciò sarebbe una sostituzione del traffico leggero – dirottato sulla rete ordinaria – con traffico pesante di media-lunga percorrenza, anche deviato da altri itinerari autostradali, “con un orientamento della Milano-Meda ad un utilizzo più camionale”. «Gli effetti di questo scenario sulla viabilità comunale sono allarmanti – spiega il Presidente della Provincia MB Gigi Ponti – Non possiamo permetterci di assorbire quotidianamente i flussi dei pendolari in fuga dalla Milano-Meda: è indispensabile intervenire subito sui nodi più critici e realizzare le opere di compensazione promesse a partire dalle opere facenti parte del progetto esecutivo della B2: stiamo parlando di interventi già condivisi, messi nero su bianco sul progetto iniziale e che potrebbero partire immediatamente. Senza di questi la Pedemontana non funziona, non serve e crea solo problemi in più».

 

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