Parole al vento: l’omaggio di Stefano Benni e Umberto Petrin a Thelonious Monk all’Astrolabio di Villasanta

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Dopo le performance di Stefania Rocca e Patrizia Laquidara, venerdì 15 novembre al Cineteatro Astrolabio di Villasanta (MB) è in programma un evento davvero speciale per il terzo appuntamento della rassegna “Parole al vento”: lo scrittore Stefano Benni e il pianista jazz Umberto Petrin porteranno, infatti, in scena «Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonius Monk» (ore 21.30; ingresso 7-12 euro), spettacolo nato dalla volontà di rendere omaggio ad una delle più straordinarie, originali e rivoluzionarie figure della storia del jazz. Benni ricorderà Monk (di cui Petrin è uno dei massimi interpreti) leggendo brani inediti e passaggi tratti dalla biografia del pianista afroamericano, oltre a testi di Allen Ginsberg e Laurent De Wilde. Stefano Benni leggerà e Umberto Petrin, al pianoforte, dialogherà con lui infilandosi fra le parole o prendendosi spazi. Né Benni né Petrin giocheranno a mettere didascalie. Tutti e due “sentono” Thelonious Monk come un fantasma amico da interpretare, reinterpretare, contaminare, lasciar esplodere…Scrittore tra i più amati e letti in Italia, Stefano Benni si è distinto, romanzo dopo romanzo, racconto dopo racconto, opera dopo opera, per l’uso originale e innovativo del linguaggio, l’acutezza nel cogliere gli aspetti più aberranti della società moderna, la comicità stralunata e l’inesauribile fantasia. Classe 1947, Benni è un autore molto prolifico. Tra i suoi libri più significativi ricordiamo “Bar Sport” (uscì nel 1976 e gli diede una grande popolarità), la raccolta di poesie satiriche “Prima o poi l’amore arriva” (1981), il romanzo satirico-fantascientifico “Terra!” (1983) e l’irresistibile “Comici spaventati guerrieri” (1986), critica tragicomica della condizione urbana. Tra i lavori successivi, spesso caratterizzati da una vena fantastica ma fortemente legati alla situazione politica e sociale contemporanea, si segnalano “La compagnia dei celestini” (1992),  la raccolta di racconti “Il bar sotto il mare” e “Saltatempo” (Premio Bancarella nel 2001). Nato nel 1960, Umberto Petrin è uno dei più apprezzati pianisti jazz italiani. Sia come leader sia come ospite di importanti formazioni ha affrontato ogni stile jazzistico, fino al free, e ha collaborato a svariati progetti in cui la musica improvvisata si è spesso mescolata ad altre arti (poesia, videoarte, performance), collaborando con alcuni tra i maggiori poeti italiani, come Luigi Pasotelli, Milo de Angelis e Giovanni Fontana.Notevole successo hanno riscosso gli album “Breath and Whispers” in duo con Lee Konitz (1994), “Monk’s World” (con l’avallo del poeta Amiri Baraka, piano solo 1997) ed “Ellissi” (con ospite Tim Berne, 1999). Nel 1997 è entrato a far parte della prestigiosa formazione Italian Instabile Orchestra con la quale si esibito in tutto il mondo. Dal 1999 inizia un sodalizio artistico con Stefano Benni. Dal 2000 costituisce un duo e un trio con Gianluigi Trovesi, con cui ha pubblicato un cd per la prestigiosa etichetta ECM (Vaghissimo ritratto, 2007), pluripremiato dalla critica. Nel corso della sua carriera Petrin ha inciso oltre 70 dischi e collaborato sia in studio sia dal vivo con numerose personalità di spicco del jazz internazionale come Lester Bowie, Cecil Taylor, Steve Lacy, Lee Konitz, Han Bennink e molti altri, senza dimenticare le frequentazioni con Enrico Rava, Paolo Fresu, Antonello Salis e Gianni Coscia.
“Parole al vento” si concluderà venerdì 13 dicembre con «I senza Brera», omaggio al grande Gianni Brera nel centenario della sua nascita, realizzato dal cantautore e scrittore milanese Claudio Sanfilippo e dal giornalista sportivo Gino Cervi. Sul palco anche l’attore Davide Ferrari. Un viaggio che racconta Milano in tre dimensioni, un percorso che restituisce l’anima della città attraverso le suggestioni musicali, letterarie e visive, setacciando tra le voci più alte che l’hanno raccontata e cantata: Carlo Porta, Franco Loi, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Cochi e Renato, Dario Fo e altri. 


Un laboratorio in continua evoluzione“Parole al vento” è una rassegna nata quasi per gioco con l’obiettivo di realizzare appuntamenti basati sull’interazione di linguaggi diversi, al fine di creare un racconto inaspettato e inconsueto della nostra contemporaneità. L’augurio è, appunto, di riuscire sempre a lanciare “al vento” pensieri nuovi, capaci di volare con curiosità per poi posarsi chissà dove e in chissà chi, facendo germinare qualcosa d’imprevisto. Di fatto, “Parole al vento” è un laboratorio in continua evoluzione, che promuove esperienze di scambio tra artisti, pubblico e operatori del settore. Gli spettacoli sono selezionati per aderire al motto «cultura è divertimento», un’esortazione a vivere esperienze capaci di stimolare in chiunque curiosità e capacità di resilienza in un mondo complesso. Il programma è un territorio d’incontro tra suoni, visioni, racconti e gestualità, con particolare attenzione a progetti con un alto grado d’innovazione. In questo contesto e mantenendo fede alla missione originaria della manifestazione si sviluppa anche la nuova edizione di “Parole al vento”, in programma fino al 13 dicembre con quattro imperdibili appuntamenti, che scandaglierà il rapporto tra la musica e la scrittura testuale su tematiche diverse, attuali e spesso complesse, trattate in modo innovativo e originale: l’immigrazione come ricerca di dignità personale e riscatto di popoli interi; la condizione umana come luogo d’incontro tra finito e infinito; la musica jazz come territorio di totale libertà espressiva; infine, lo sport come arte del confronto e poesia del gioco. 

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