Oltre 100 milioni in Lombardia per le Rsa

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Sono 100 i milioni messi a disposizione da Regione Lombardia per colmare i maggiori costi sanitari sostenuti dai gestori delle RSA per la riorganizzazione dell’assistenza a seguito della pandemia da Covid 19. Lo prevede un progetto di legge approvato oggi a maggioranza dalla Commissione consiliare Sanità, presieduta da Emanuele Monti (Lega) che è anche relatore. Il documento, che approderà per la discussione in Aula in una delle prossime sedute consiliari, mette in campo misure urgenti a favore non solo delle RSA, ma anche dei servizi per disabili e per le comunità residenziali per le dipendenze. Sono inoltre previste forniture di DPI per i medici di Medicina generale mentre per gli specializzandi è introdotto uno stanziamento di 1,5 milioni a titolo di premialità. A favore del provvedimento hanno votato Lega, FI, Fratelli d’Italia, le consigliere del gruppo Misto, Viviana Beccalossi e Patrizia Baffi (Iv). Astenuti PD e M5S, mentre il consigliere di +Europa – Radicali, Michele Usuelli, non ha partecipato al voto in quanto, come dichiarato, “non coinvolto nei lavori di mediazione sul provvedimento”.

Le dichiarazioni

“Il progetto di legge, finanziato inizialmente con 50 milioni di euro, – spiega il relatore Emanuele Montigrazie al nostro emendamento porta lo stanziamento complessivo a 100 milioni di euro per dare risposte immediate. Non si tratta solo di un sostegno alle RSA ma, grazie a un secondo emendamento della Lega, estendiamo l’incremento tariffario a tutto il comparto sociosanitario. Il provvedimento garantisce inoltre una fornitura continuativa di dpi ai medici di famiglia e valorizza con un bonus economico i tanti medici specializzandi che sono impegnati quotidianamente nella gestione dell’epidemia. Per quanto concerne il settore sociosanitario, come sappiamo, gli stakeholder hanno manifestato parecchie difficoltà nel sostenere i costi sanitari a fronte delle disposizioni che li hanno costretti a riorganizzare le proprie attività erogative per un corretto utilizzo dei posti letto. Questo ingente sforzo finanziario ha messo in ginocchio gli enti gestori di cui l’85% è rappresentato da realtà no profit. Nel pdl viene, infine, prevista l’attivazione di contratti di lavoro flessibili, sottoscritti dagli enti di diritto pubblico per far fronte ad esigenze straordinarie sorte con l’epidemia”.

Anche la Vice Presidente della Commissione, la forzista Simona Tironi ha voluto sottolineare come il provvedimento rappresenti “l’impegno sostanziale di Regione Lombardia per dare risposta alle impellenti necessità di ristorno sollevate dagli operatori socio sanitari, duramente provati dall’epidemia da Covid”.

Nel motivare il voto di astensione del gruppo PD, il Vice Presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti ha rimarcato l’accettazione di due emendamenti proposti, riguardo l’estensione dei ristori alle strutture per disabili e per le cure intermedie e l’istituzione presso l’assessorato del Tavolo tecnico socio sanitario per la gestione dell’emergenza Covid. “Per quanto riguarda il budget – ha dichiarato Borghetti – avremmo preferito che venisse accolta la nostra proposta che prevedeva il rimborso integrale dei maggiori costi sostenuti. Temiamo, infatti, che la cifra messa a disposizione non sia sufficiente e che ciò comporti in futuro un aumento delle rette a carico degli utenti”.

Astensione anche per il M5S: Marco Fumagalli ha motivato la posizione del suo gruppo dichiarando che “si tratta di un provvedimento omnibus sulla sanità che incrementa i trasferimenti verso le RSA. Il giudizio è in generale favorevole ma è chiaro che le priorità di Regione sono altre e alla sanità si lasciano solo le briciole“.

SCHEDA

Incrementi tariffari

È previsto un incremento tariffario per singola giornata su posto letto occupato accreditato e a contratto per tutte le prestazioni rese e certificate mediante i flussi regionali, Nello specifico, viene previsto un incremento tariffario forfettario pari a 12 euro.

Rifornimento DPI ai medici di medicina generale/pediatri libera scelta

Regione Lombardia, tramite le ATS territorialmente competenti, garantisce ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta una fornitura continuativa e costante di dispositivi di protezione individuale e medicali (mascherine chirurgiche), forniti dalla gestione commissariale e necessari per fronteggiare l’emergenza.  Regione Lombardia collabora con le facoltà di Medicina e Chirurgia della università lombarde alla gestione dell’epidemia, tramite la messa a disposizione di medici specializzandi per tutte le attività necessarie alla sorveglianza e all’assistenza ai soggetti affetti da Covid-19. Ai medici specializzandi impegnati nell’emergenza pandemica Covid-19  è riconosciuta una premialità. Viene prevista l’attivazione di contratti di lavoro flessibili, sottoscritti dagli enti di diritto pubblico del sistema sanitario regionale, per far fronte ad esigenze straordinarie strettamente connesse con la gestione dell’epidemia.

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