Occuparsi di un parente anziano: fatica o opportunità?

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In una società dove l’età della popolazione è in continuo incremento, sempre più famiglie si trovano ad accudire uno o più parenti anziani. Sia che si tratti di patologie fisiche (ictus, diabete, patologie cardiache o tumorali), neurologiche (demenze, Alzheimer, Parkinson) e/o psicologiche (depressioni, disturbi d’ansia), il compito di “cura” è spesso oneroso per i familiari sia dal punto di vista economico (eventuale necessità di badanti e personale infermieristico), che per quanto riguarda il dispendio di tempo e di risorse emotive.

La forte responsabilità, l’affetto, il dispiacere, il senso di solitudine, il senso di impotenza, l’ipercoinvolgimento, il senso di colpa sono tutti sentimenti contrastanti che coesistono e determinano confusione e disorientamento nel sistema familiare dell’anziano. Tuttavia di frequente accade che l’attività di accudimento gravi su un’unica persona che diventa il principale riferimento dell’anziano (caregiver) e rischia così, col passare del tempo, di sentirsi oberato, incapace di far fronte alla quotidianità. E’ questo sovraccarico che talvolta compromette il senso critico del caregiver che non riconosce la propria difficoltà e fatica, in nome dell’affetto e del senso del dovere nei confronti del familiare.

Nell’ottica di offrirvi una presa di consapevolezza del vostro benessere psicologico attuale, vi proponiamo una breve lista di segnali che possono aiutarvi a capire se state vivendo un momento di stress:

  • problemi nel sonno, come difficoltà nell’addormentamento, frequenti risvegli, risveglio precoce
  • reattività e nervosismo immotivati, ovvero si fatica a tollerare i consueti comportamenti e atteggiamenti ripetitivi dell’anziano
  • costante pensiero ed apprensione rivolto all’anziano di cui ci si prende cura
  • perdita di interesse e difficoltà ad occuparsi di altro (propria famiglia, lavoro, vita sociale, interessi)
  • relazione difficoltosa e conflittuale con l’anziano

Se vi riconoscete nella maggiorparte di questi indicatori sarebbe auspicabile che vi prendiate un momento per riflettere su di voi, sulla vostra situazione, su quali siano i vostri reali bisogni e sull’opportunità di chiedere aiuto. Concedetevi del tempo per comprendere quali siano le risorse necessarie e per attivarle, sia nella vostra realtà familiare che sul vostro territorio (medico di base, specialisti, comune, centri diurni, servizi sanitari..) . Pianificare al meglio l’accudimento del vostro caro, può aiutarvi a tornare a godere del piacere della relazione con lui/lei.

Studio Psychè

Via Casati 18, Cinisello B.mo – 389 2604800

Dr.ssa Cristina Carfagno e Dr.ssa Silvia Danna

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