Nuzzi: “Sono stata impopolare, ma ho dovuto riordinare i conti”

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Il Commissario Nuzzi

BRUGHERIO  – Laura Marinaro – L’approvazione del Bilancio e il rispetto del Patto di stabilità; l’approvazione del Pgt in base alla delibera approntata dall’amministrazione Ronchi; l’approvazione del piano acustico e tante piccole cose che non si vedono. Il bilancio che il Commissario Prefettizio Carmen Nuzzi ha fatto, in vista delle elezioni comunali e dell’arrivo, per giugno, della nuova amministrazione, è tutto sommato positivo. Il Commissario, che si definisce restia a raccontarsi a stampa e tv, ha deciso di incontrare i giornalisti in una conferenza stampa per la prima volta proprio prima di andare via. E ha anche risposto alle domande “pepate” che noi abbiamo fatto.

È stata accusata di non aver consultato le parti politiche e l’amministrazione uscente prima di prendere qualsiasi decisione, cosa risponde?

«In questo anno ho realizzato un governo puramente tecnico – ha detto – e in quanto tale il mio scopo, raggiunto, è stato quello di dare continuità alla macchina amministrativa; il resto, le polemiche, le critiche, le valutazioni politiche, non mi competono. Sapevo che avrei attirato anche i malumori – come è accaduto – dei politici, ma più che ascoltarli all’inizio del mio mandato non potevo fare. Sarebbe stato assurdo consultarli ogni volta che dovevo prendere una decisione perché non sarei stata imparziale».

Quale Comune ha trovato il commissario quando è arrivata? Quali situazioni eventualmente disastrose?

«Ho trovato un Comune tutto sommato in ordine con dipendenti e dirigenti preparati e collaborativi. Molto era stato già avviato, come il Pgt, nel migliore dei modi, e io l’ho completato. Ovvio che è passibile di varianti e di rifacimenti».

Certo che un “caso” scottante al quale ha dovuto “mettere le pezze” è stato quello della piscina comunale. L’impianto è ormai chiuso dall’estate scorsa per questioni di sicurezza, ma su di esso pende la questione del fallimento della prima società che lo gestiva, la Swim Planet, e che non aveva compiuto i lavori di adeguamento dovuti al Comune e il fatto che la seconda, la Sport Management, aveva preso la gestione senza di fatto firmare un contratto che la impegnava a ripagare i soldi degli abbonamenti ai cittadini. Infine c’è il Mirò, il ristorante interno alla struttura di fatto “abusivo”. E infine i ricorsi al Tar che impegnano i legali del Comune non poco.

«Quella di chiudere il centro sportivo e la piscina è stata una decisione impopolare che mi è pesata molto – ha spiegato – ma l’ho fatto per la sicurezza. Adesso abbiamo speso 150 mila euro per il centro sportivo e dobbiamo ancora impegnarne, se ce ne saranno, 200 mila per la piscina. Se tutto va bene entro un anno si potrà tornare a nuotare. Ovvio che le questioni degli abbonamenti pagati non possono essere risolte dal Comune e sono imputabili alle due sosietà e al contratto non firmato».

Altro tema scottante quello dell’Imu che è rimasto ad una soglia alta. «Purtroppo abbiamo dovuto tenerla alta perché soldi non ce ne sono e dovevamo rispettare il Patto di stabilità – ha aggiunto – abbiamo dovuto tagliare il sociale e mi è molto dispiaciuto, anche i fondi alle tante associazioni che si impegnano molto attivamente in città. Ma a questo punto siamo riusciti a chiudere con conti virtuosi e la nuova amministrazione politica potrà ripartire di qua».

Tra i casi da affrontare quello di Cascina Comolli e del sacrificio per l’associazione Il Brugo che avrebbe dovuto beneficiare della struttura. La ristrutturazione della cascina avrebbe dovuto portare ad un impegno di spesa per il Comune di 750 mila euro. A quel punto è stato deciso di sospendere tutto. «Non mi ha fatto piacere ma ho dovuto farlo per rispettare il patto di stabilità – ha spiegato Nuzzi – ma poi quei soldi siamo riusciti a tenerli in cassa e a questo punto sarà il nuovo governo della città a decidere se andare avanti su quel progetto». È indubbio che il Comune è stato scosso da alcune inchieste giudiziarie che hanno investito anche personale e dirigenti, come le ha vissute?

«Su questo non abbiamo potuto fare altro che collaborare con la Procura, anche se non è bello vederseli ogni giorno a chiedere atti e documenti. Comunque sia chi ha sbagliato dovrà pagare e ci fidiamo nella magistratura».

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