Addio dossi nelle vie Marzabotto e Pisa, Di Stefano insorge

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SESTO SAN GIOVANNI – Questi dossi non s’hanno da fare.  Nei giorni scorsi, Roberto Di StefanoCapogruppo consiliare di Forza Italia a Sesto, aveva presentato una Interrogazione al sindaco per il ripristino dei dissuasori del traffico nelle vie Pisa e Marzabotto.  Dissuasori, che in passato già c’erano ma che erano stati tolti per agevolare il transito degli autobus e che l’Amministrazione non ha alcuna intenzione di ripristinare.

A Sesto San Giovanni se l’amministrazione Chittò cerca di trovare una soluzione ad una problematica alla fin fine ne crea una nuova, e forse anche più grave, per via della mancanza di fondi nella cassa comunale. Una politica che i cittadini sestesi vivono ormai quotidianamente sulla propria pelle come quella, in ordine di tempo, che riguarda i nuovi percorsi ATM che passeranno, tra l’altro, in via Pisa e in via Marzabotto….

 

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Secondo il capogruppo di FI, togliere i dossi potrebbe causare: “… un pericolo non da sottovalutare per la sicurezza degli scolari e della cittadinanza vista la vicinanza dell’uscita della tangenziale che vedono le auto percorrere ad alta velocità le due strade“. Inoltre Di Stefano puntava sul fatto che i dissuasori per legge possono essere utilizzati seppur transitano i mezzi pubblici, senza alcuna restrizione.

Ho presentato al sindaco una Interrogazione per avere delle delucidazioni in merito ai dissuasori – spiega Di Stefano -, perché mi sembra un problema non da sottovalutare il fatto che le vie Pisa e Marzabotto non abbiano la possibilità di far decelerare le automobili vista la presenza delle scuole, di una piscina, di una palestra in una zona ad alta densità abitativa. Voglio chiedere il massimo della sicurezza per la cittadinanza dato che le stesse famiglie del quartiere me lo chiedono quando le incontro per strada. Credo che sia una cosa doverosa per il Comune trovare una soluzione ad una problematica non di poco conto come questa. Mi auguro che il sindaco e l’assessore di competenza trovino una soluzione – conclude Di Stefano , perché non è possibile non affrontare un disagio del genere per via di una eventuale mancanza di fondi”.

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