Nasce il garante che tutela le vittime dei reati in Regione

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Via libera all’unanimità in Consiglio regionale con 75 voti a favore alla legge che istituisce il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, di cui è prima firmataria e relatrice Viviana Beccalossi (Gruppo Misto), e che è stato sottoscritto da numerosi altri Consiglieri regionali di vari gruppi consiliari. “La Lombardia è la prima regione italiana ad avere questa figura -ha spiegato la Beccalossi-. Questa legge parte da un presupposto semplice: paradossalmente e sempre più spesso, i colpevoli di reato godono di diritti e benefici a loro tutela, mentre le vittime vengono lasciate sole ad affrontare la loro battaglia per chiedere giustizia, fino ad arrivare ai casi più gravi nei quali talvolta chi si difende finisce addirittura per essere messo sotto accusa, con un inaccettabile scambio di ruolo tra la vittima e il carnefice. Sono molto soddisfatta per la condivisione unanime emersa prima in Commissione e oggi in Consiglio regionale –ha concluso Viviana Beccalossiperché rafforza sicuramente il ruolo e l’autorevolezza di questa figura conferendole un grande valore istituzionale”.  Il provvedimento approvato prevede che il Garante possa offrire assistenza gratuita per fornire informazioni sui tempi e i modi per presentare denuncia e querela, per ricevere assistenza psicologica, sociosanitaria e legale: può inoltre promuovere specifiche iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori dei servizi sociali e della polizia locale e avviare campagne e attività informative sul territorio anche tramite i servizi sociali dei Comuni e le associazioni territoriali preposte.
Approvato un emendamento della Presidente della Commissione Antimafia Monica Forte (M5Stelle) che specifica e rende esplicito come tra le vittime di reato che possono chiedere assistenza al Garante vi siano anche le vittime di reati familiari.
Il Garante viene eletto dal Consiglio regionale con le stesse modalità previste per il Difensore regionale e dura in carica cinque anni; può essere rieletto una sola volta. Percepisce una indennità di carica pari al 20% di quella spettante ai Consiglieri regionali e per l’espletamento delle proprie attività può avvalersi delle strutture già esistenti all’interno di Giunta, Consiglio o altri enti del sistema regionale, in base alle disposizioni dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e concordate con gli stessi enti di riferimento. Per svolgere la propria attività, potrà contare su un budget annuo di 75mila euro, cifra frutto di una mediazione raggiunta e condivisa in Commissione Affari istituzionali tra l’iniziale proposta di 50mila euro e la richiesta emendativa del Partito Democratico presentata da Carmela Rozza di portarlo a 100mila.

Abbiamo svolto insieme un lavoro serio e positivo –ha sottolineato Carmela Rozzae un ringraziamento va alla relatrice Beccalossi e a tutta la Commissione per la sensibilità e l’attenzione dimostrata. Quella del garante è una figura importante che sarà supportata da una rete multidisciplinare che coinvolgerà e coordinerà tutte le realtà già attive sul territorio”.
Il Consiglio ha approvato infine un ordine del giorno di cui sono primi firmatari la stessa Rozza e Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti) che impegna la Giunta regionale a mettere in campo “tutte le azioni necessarie allo sviluppo di collaborazioni e sinergie tra le reti istituzionali per il contrasto alla violenza di genere, già attive e operanti sul territorio regionale, e la costituenda rete regionale di supporto e tutela delle vittime di reato”. L’ordine del giorno è stato emendato da Manfredi Palmeri (Energie per la Lombardia) e il documento finale auspica che “il legislatore sia consapevole che, tra quelli contro le donne, lo stupro è reato particolarmente grave, “un omicidio dell’anima”, e come tale dovrebbe essere punito, modificando in questa direzione la legislazione penale”.

Apprezzamento, condivisione e soddisfazione sono stati espressi negli interventi di numerosi Consiglieri regionali dei vari gruppi consiliari, sia in sede di discussione generale che di dichiarazione di voto.

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