Morto Christo, il visionario del floating pier sul Lago di Iseo

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DI IRIDE ENZA FUNARI

È morto a New York all’età di 84 anni Christo Vladimirov Javacheff, artista bulgaro newyorchese legato alla Lombardia per aver realizzato ’opera “The Floating Pier”, la passerella sul Lago d’Iseo. Artista visionario, nel 2016 Christo, con la sua installazione artistica temporanea, ovvero una rete di pontili galleggianti sui quali i turisti potevano camminare liberamente, sul lago d’Iseo tra Sulzano, Montisola e l’Isola di San Paolo, aveva attirato milioni di turisti arrivati da tutto il mondo. “The Floating Piers” è una delle tante opere realizzate da Christo con l’intento distintivo di ridisegnare il paesaggio e coinvolgere lo spettatore in uno spettacolo fantastico, spingerlo oltre la propria immaginazione nell’osservazione del reale che con le sue installazioni artistiche mutavano profondamente il panorama. Famoso per i suoi imballaggi, Christo ha “impacchettato” il mondo. Il primo edificio imballato, nel 1968, è la Kunsthalle di Berna, in Italia nel 1974 la Porta Pinciana a Roma, passando per il Pont Neuf di Parigi (1985) al Reichstag di Berlino (1995) visitata da 5 milioni di persone. Ma oltre ai palazzi, con il suo stile inconfondibile ha ridisegnato spazi aperti di immense dimensioni, progetti sempre più incredibili come: “The Gate” nel 2005, una distesa di materiale arancione nel Central Park di New York che formava una strada lunga 37 km costellata di 7.503 porte, una ogni 4 metri, e ancora “Umbrellas” nel 1984 a Ibaraki, in Giappone  dove installò 1.340 ombrelloni blu, da 6 metri di altezza e 8,66 metri di diametro e 1.760 ombrelli gialli, dalle stesse dimensioni, piantati al Tejon Ranch nel Sud della California. Classe 1935, nato a Gabrovo in Bulgaria, è stato uno degli esponenti più importanti della “Land Art”, da giovane si trasferisce a Sofia, poi a Praga dove riesce a sfuggire al blocco dei paesi sovietici per vivere a Vienna, Ginevra ed infine a Parigi. Nel 1958 conoscerà Jeanne-Claude, compagna di vita, con la quale creerà anche un indissolubile sodalizio artistico, fino alla sua morte avvenuta nel 2009. Christo della sua opera diceva, “Non voglio usare chiavi politiche, letterarie o religiose per parlare del mio lavoro. Il mio lavoro è la cosa in sé. Se vogliamo, è politica in sé. Avete idea di cosa può voler dire ottenere i permessi per impacchettare il Reichstag? Convincere Mister Kohl e tutto il Bundestag? Costringerli a votare qualcosa che non esiste ancora, se non nell’immaginazione? Questa è vera dimensione politica, non illustrazione della politica, ma pura visione politica”. Il decesso avvenuto per “cause naturali” è arrivato attraverso i canali social dell’artista, nell’annuncio che riporta la notizia c’è scritto: “ha vissuto una vita piena, in cui non solo ha sognato ciò che sembrava impossibile, ma lo ha realizzato”. Quest’anno avrebbe dovuto impacchettare l’Arco di Trionfo a Parigi ma a causa della pandemia l’evento è stato riprogrammato per l’autunno del 2021. Sarà la sua ultima opera in questo caso postuma.

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