Monza, violenza di gruppo multietnica. In manette gli aguzzini

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Un senegalese, un equadoregno, un marocchino e un brianzolo. Tutti regolari lavoratori e incensurati. Sono loro gli autori di una violenza sessuale di gruppo consumata nella notte del 10 novembre 2015 nei confronti di una prostituta rumena che sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare. A dire il vero il senegalese e il sudamericano sono stati già condannati in primo grado a 9 anni per quel reato. Il punto è che, a differenza di cosa accadeva in passato, la Polizia di Monza si è messa sulle tracce di tutto il gruppo da subito e fino a che non ha individuato con una complessa indagine tutti i responsabili non si è fermata. Era stata la vittima a rivolgersi al 113 raccontando di essere stata violentata prima in auto e poi in un appartamento poco lontano dal luogo della prostituzione, ovvero il Malcantone tra Monza e Concorezzo. la giovane, curata alla Mangiagalli di Milano, aveva fornito agli inquirenti particolari imporanti sia per individuare l’auto della violenza, risultata poi della mamma del magrebino, e la casa dove si era consumato il seguito della violenza, risultata poi dell’italiano. Il senegalese e l’equadroegno sono stati individuati subito proprio dalla vettura e sono stati arrestati a marzo 2016. Uno dei due ha ammesso il fatto e quindi sono stati processati e condannati. Ma la Polizia non si è fermata e grazie ai tabulati telefonici e all’incrocio di dati è riuscita a individuare il marocchino. pedinamenti, intercettazioni e anche il prelievo del Dna dai mozziconi di sigaretta hanno portato ad incastrare anche questo terzo giovane. È stato lui e le informazioni fornite dalla vittima sull’appartamento dove era stata violentata che aveva all’interno anche un cagnolino, che hanno condotto a individuare l’italiano. Il suo ruolo, attivo nella violenza, comunque è da definire. «Vogliamo lanciare il messsaggio che se si indaga bene si riesce a fermare certa gente – ha detto Livia Zanetti, procuratore Capo di Monza – e il fatto che sia una prostituta la vittima non ci deve fermare anche se le risorse della Polizia sono davvero scarse». Intanto la Procura sta indagando con i carabinieri su un’altra violenza sessuale nei confronti di una ragazza straniera ma non prostituta che sarebbe opera sempre del senegalese e dell’equadoregno arrestato in questi giorni. «Lo facevano solo per puro divertimento», averebbe confessato il complice italiano.

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