Monza Regale, il docufilm sul Regicidio di Umberto I

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DI ANTONETTA CARRABS

Il 29 luglio 2020 ricorre il 120esimo anniversario del regicidio. L’associazione Monza Regale, dopo il successo dello spettacolo “Tre pallottole per il re-Processo a Gaetano Bresci” nel 2019 (che anticipava le celebrazioni), ha realizzato un docufilm per raccontare l’ultima giornata di Re Umberto I a Monza. Le riprese sono state girate in Villa Reale, in Cappella Espiatoria, Saletta Reale e all’ospedale vecchio. Il filmato sarà reso visibile, in anteprima assoluta, a partire da giovedì 16 luglio, in centro Monza con un mega schermo e poi sui canali youtube, social. Il29 luglio 1900, il giorno dell’attentato, era una domenica. Il sovrano si era recato alla Forti e Liberi per assistere ad una gara di ginnastica e premiare le squadre più meritevoli. Terminate le gare, sale sulla carrozza di corte tra le acclamazioni del popolo festante quando l’anarchico Gaetano Bresci, con un tiro preciso e fulmineo, gli scarica in pieno petto tre colpi di rivoltella. Il Re barcolla, lascia cadere il cappello, si stringe la testa tra le mani e, piegando verso sinistra, si siede dando l’ordine di partire. I cavalli, che al rumore dello sparo si erano impennati, partirono a galoppo. Lungo il breve, tragitto il Re si scosse, poi cadde riverso cogli occhi sbarrati. Pare dall’induzione dei medici che sia spirato mentre la carrozza passava il cancello della Villa Reale. In attesa dell’arrivo a Monza di suo figlio Vittorio Emanuele III che si trovava con il suo panfilo al largo delle coste calabresi, i medici misero il re nella sua vasca da bagno con una grande quantità di ghiaccio e vi versarono sopra alcool e aldeide formica. Quando muore un re c’è un susseguirsi di regole di protocolli e di tradizioni, un anno di lutto stretto, le sarte da chiamare per vestire di nero tutte le donne della corte, gli annunci fa fare, i fiori, le carrozze, le bardature dei cavalli. Il corteo funebre percorse silenzioso le vie della città fra la generale commozione e l’unanime rimpianto fino alla stazione ferroviaria di Monza, i corazzieri levarono il feretro e lo trasportarono sulla carrozza funebre. Le spoglie di Umberto I sono tumulate a Roma nel Pantheon. La città di Monza perdeva per sempre i suoi ospiti coronati: il «palazzo arciducale di campagna» realizzato dal Piermarini per Ferdinando d’Austria, dopo oltre un secolo di fasti e splendori come dimora regale, venne definitivamente abbandonato e chiuso dai Savoia. Monza non sarà più un centro di villeggiatura per i sovrani d’Italia e le corti d’Europa.

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