Monza, nuovo hotspot per la diagnosi del covid

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L’organizzazione e le procedure sono le stesse e dopo l’esperienza ben avviata a Varedo lo scorso 2 novembre, anche a Monza, come annunciato, verrà aperto un hotspot territoriale per la diagnosi del Covid 19. La sede è quella dell’ospedale Vecchio di via Solferino 16, Padiglione D, dove a partire dal 9 dicembre prenderanno il via i due nuovi ambulatori che compongono l’hotspot. Ma già da lunedì 7 dicembre, i settantacinque Medici di Medicina Generale della città di Monza, potranno prendere gli appuntamenti per i propri assistiti. Due medici specialisti, tre infermieri e un impiegato amministrativo saranno operativi dalle 8.30 alle 15.30 per l’inquadramento dei malati inviati dai MMG, secondo il protocollo definito congiuntamente con gli specialisti ospedalieri. Importante infatti sottolineare che l’accesso non sarà libero, bensì avverrà esclusivamente previo appuntamento che potrà essere preso direttamente, ed unicamente, dal medico curante. Come a Varedo, presso l’hotspot di Monza sarà possibile eseguire la diagnostica per SARS-Cov2, quindi l’esecuzione del tampone, la rilevazione dei parametri vitali con saturimetria, eco fast del torace e visita specialistica con un canale diretto con la struttura ospedaliera. Il paziente inviato all’hotspot, dopo essere stato sottoposto a diagnostica adeguata, potrà essere rimandato a casa, seguito in casi specifici attraverso il telemonitoraggio h 24, oppure inviato direttamente in ospedale. Una ulteriore conferma della proficua e virtuosa collaborazione fra ospedale e territorio con la creazione di un percorso integrato per affrontare insieme la rapida diffusione epidemica di Sars Cov-2, offrendo ai Medici di Medicina Generale un punto di riferimento di prossimità verso cui indirizzare i pazienti che necessitano di un accertamento della patologia da coronavirus. “Come ho già detto, grazie a questo progetto – spiega il Direttore Generale della ASST Monza Mario Alparone – è possibile garantire una maggiore appropriatezza negli accessi ai pronti soccorso indirizzando sugli ambulatori territoriali quei pazienti che non versano in stato di acuzie. La strategia giusta per la seconda ondata è quella di associare un argine territoriale alla gestione ospedaliera”. Inoltre, all’hotspot di Varedo, dove dal 2 novembre sono già state visitate 140 persone, da ieri, giovedì 3 dicembre, si è estesa anche ai Medici di Medicina Generale di Desio la possibilità di inviare i propri assistiti, mentre già da qualche giorno l’opportunità era stata aperta ai Medici di Nova Milanese. L’obiettivo è quello di ampliare il servizio per alleggerire sempre più il carico sui pronti soccorso.

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