Monza Makers, il laboratorio lissonese in 3D

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Nato come un progetto tra ex compagni di classe, oggi 26enni, è piaciuto ad un imprenditore lissone ed oggi è un innovativo laboratorio che dal cuore pulsante della città del Mobile dispensa modelli, prodotti, idee, innovazione. E grinta. Tutto 3D. Si chiama Monza Makers e rappresenta “The new Made in Italy”. Simone Zanotti e Jacopo Sala, i due “compagni di scuola”, ci raccontano cosa stanno combinando nella loro nuova sede lissonese, in via Cappuccina 63.

A chi si rivolge il servizio di Monza Makers?

La nostra clientela è trasversale: dal professionista che vuole stampare dei modelli, a studenti alle prese con progetti di tesi o tesine; dal privato che vuol farsi modellare un pezzo su misura o portare un modello già finito pronto per essere stampato, fino a chi vuole acquistare uno dei nostri prodotti di design.

Qual è la vostra particolarità, tra i makers?

Un particolare di cui andiamo molto fieri e che pochissimi possono vantare, è la capacità di modellare oltre che di stampare in 3D. Puntiamo su questo per poter mettere a disposizione del cliente un servizio completo: dal design alla modellazione, dalla prototipazione fino appunto alla stampa 3D. Come siete arrivati a Lissone? Al nostro iniziale progetto, partito con due stampanti 3D, relegati in due in una taverna a Monza, si è unito Fabrizio Scalco per seguire i social network. Abbiamo iniziato a farci largo nel mondo della prototipazione rapida e il brand è stato ‘notato’ da un imprenditore della stampa 2D di Lissone, Donato Rosato. Poi è nata la società e abbiamo traslocato a Lissone.

Come vi trovate in città?

Molto bene: è viva, con tanti negozi e ben servita a livello di trasporti e possiamo fare tutto comodamente. Inoltre ci piace essere inseriti in una realtà che vanta anche due squadre nella serie A di ginnastica, un campione leggendario del ciclismo come Ugo Agostoni e uno di ginnastica come Ettore Perego. Speriamo di avere lo stesso loro successo nel campo della stampa 3D.

Tre aggettivi per Lissone?

Efficiente e dinamica. E creativa: non potrebbe essere altrimenti, essendo la ‘Città del design’.

Torniamo a voi: quali sono stati i vostri primi lavori?

Un joystick, un telecomando, la struttura di un drone, il modello di un affumicatore, una ruota di una bicicletta. Tra i lavori più recenti abbiamo stampato le ‘soda gun’: le pistole che hanno i barman per sparare la soda, la coca o altre bibite per la Flair Academy di Milano.

E qualche esempio di prodotto di design?

Un vaso per piante “intelligente”, che ricicla l’eventuale acqua in eccesso indirizzandola in un “sottovaso incorporato” in cui c’è altra terra con altre piante. Appendiabiti a forma di onda, delle lettere che poi sono andate a formare l’insegna di un noto locale di Seregno. E poi lampade particolari, di ogni genere, e molto altro… abbiamo una clientela molto varia proprio perché ogni prodotto è completamente personalizzabile.

Marta Abbà

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