Monza, l’Autodromo è salvo e anche il Gp

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Nel Decreto Legge appena passato in Senato sugli Enti Locali è stato approvato l’emendamento., presentato dalle forze di centrodestra, che salva l’Autodromo di Monza e in particolare il Gran Premio di Formula Uno che storicamente si corre a settembre. Scongiurata la paura che venga ritrasferito ad Imola e raccolte quasi 15 mila firme persino in Expo per volere del Governatore della Lombardia Roberto Maroni, adesso è il tempo dei commenti e delle soddisfazioni.  Da una parte a cantare vittoria è La Lega Nord, dall’altra il senatore monzese di Forza Italia Andrea Mandelli. Non importa di chi sia la paternità della battaglia visto che molti sono i monzesi ad essersi battuti. «La Lega Nord al Senato ha strappato l’ok al nostro emendamento al dl Enti locali per la defiscalizzazione dell’Autodromo. Ora Regione Lombardia potrà sbloccare i fondi già stanziati, ma da tempo immobilizzati dal Governo – ha comunicano la senatrice Silvana Comaroli e il deputato leghista monzese Paolo Grimoldi, commissario della Lega Lombarda, che nei mesi scorsi aveva denunciato i rischi di uno “scippo” del maxievento motoristico da parte di altri Paesi – Abbiamo evitato il trasferimento in Qatar – o altrove – del Gran Premio d’Italia, che rimarrà a Monza grazie ai fondi che Regione Lombardia ha stanziato per l’evento e per l’ammodernamento dell’autodromo, la tutela del parco e la Villa Reale. Al governo non abbiamo chiesto un euro».

 «Nel maxiemendamento del governo al Dl enti locali viene infatti recepito il mio emendamento per la sopravvivenza dell’Autodromo di Monza e, quindi, del GP di Formula 1 – aggiunge Mandelli – Non era pensabile che un circuito storico che da sempre è fiore all’occhiello per il nostro Paese venisse cancellato, con il suo Gran Premio di così illustre tradizione. Grazie all’esenzione fiscale per l’ingresso della Regione Lombardia nella proprietà dell’area dell’Autodromo potrà continuare a svolgersi un evento che garantisce un irrinunciabile impulso economico al territorio: l’indotto generale si aggira, infatti, intorno ai 30 milioni di euro, con un incremento di circa un migliaio di posti di lavoro. Un potenziale di sviluppo per imprese e attività recettive del territorio che non poteva andare disperso».

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