Monza, la facciata del Duomo è tornata al suo splendore

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DI ANTONETTA CARRABS

La facciata del Duomo di Monza è ritornata alla luce dopo un lungo periodo di restauro. Libera dalle impalcature, la grande ruota del rosone di Matteo da Campione è un miracolo di bellezza, nella sua cornice circolare incorniciata da formelle traforate, con mascheroni, fiori e stelle, con le guglie e le sei statue di santi. Questa meravigliosa cattedrale medioevale, dedicata a San Giovanni, intreccia la sua storia con quella della città di Monza di cui è cuore e simbolo. La sua facciata a bande bicrome bianco-nere ha riacquistato la nitidezza dei colori primari e sembra tutto un dipinto. Una storia lunga oltre 1400 anni quella del duomo monzese, che rimane una delle più importanti istituzioni ecclesiastiche dal valore inestimabile. La prima chiesa fu fatta erigere dalla regina Teodolinda come cappella palatina del suo palazzo Reale monzese, residenza estiva della corte longobarda. La riedificazione del Duomo risale al Medioevo, all’anno 1300 e si colora di leggenda: la rifondazione, secondo Bonincontro Morigia si lega all’apparizione miracolosa di Teodolinda e di S. Elisabetta al prete Francesco da Giussano; la sua ricostruzione fu un’operazione insieme religiosa e politica per affermare il dominio dei nuovi signori sul contado e sostenere le devozioni locali, recuperando la tradizione regale longobarda. E’ inevitabile, se parliamo del Duomo di Monza, non ricordare la cappella degli Zavattari, il prezioso esempio di opificio del quattrocento che custodisce. Le 45 scene di vita di corte della regina Teodolinda, restaurate di recente, hanno riportate alla luce la bellezza dei dipinti. Impossibile sfuggire al fascino del dettaglio, delle giunture fra una scena e l’altra di affresco, le tracce d’oro, le sfumature dei colori. Il risultato è straordinario, un benchmark nella storia dell’arte italiana. Ed è un’antica luce ad illuminare la regina che rivive, oltre i secoli, nella memoria del mondo. Il Duomo l’accoglie in sé, fra le statue, l’altare luminoso, le preghiere sommesse dei fedeli e il tripudio dei colori delle pareti fra un coro d’angeli e la musica lieve dei cherubini in festa.

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