Monza, la Camera di Commercio va a Milano e Ponti non ci sta

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La scelta della Camera di Commercio di Monza di tornare a Milano è stata grave, perché svilisce e umilia la Brianza. Gigi Ponti, presidente della Provincia (ex) di Monza e Brianza non ci sta e così decide di scrivere una lettera aperta agli imprenditori. «Le ragioni tecniche addotte per motivare questa decisione non sono sufficienti a giustificare la mortificazione subita da un territorio come il nostro: un territorio dove le imprese hanno reclamato autonomia per decenni, un territorio che ha costruito il suo “brand” internazionale sulle imprese – ne contiamo più di 90.000 su un fazzoletto di terra di 405 kmq – un territorio dove le imprese sono orgogliose di stare, investire, innovare, competere – scrive Ponti – Le Istituzioni della Brianza sono chiamate a proteggere e a valorizzare al meglio questo grande capitale, che è prima di tutto un capitale umano. Sento questa responsabilità personale e mi prendo l’impegno di raccogliere il mandato che tutti i Sindaci della Brianza  hanno rivolto ai vertici della Camera di Commercio per scongiurare il ritorno al passato, che riduce la Brianza a una bella “periferia operosa” dell’area milanese.  Desidero ripartire da qui, dunque, per costruire un progetto valido e concreto per la Brianza di domani: il moderno polo dei servizi al territorio cresciuto a Monza e la salda progettualità di rete costruita in questi anni hanno rafforzato la coesione e la capacità di collaborazione tra i Comuni. Questo siamo indubbiamo riusciti a farlo e la Provincia é diventata a tutti gli effetti la “casa dei Comuni”, dove si affrontano e si avviano a soluzione temi anche complicati quali le criticità del servizio di trasporto pubblico, la questione delle infrastrutture, i progetti di marketing territoriale. Infine conclude: «Quale che sia il destino delle Province, il ruolo di coordinamento svolto dai Sindaci sarà sempre nella direzione della crescitdello sviluppo e della valorizzazione delle eccellenze. Per questo obiettivo prendo in prestito le parole pronunciate nei giorni scorsi dal Presidente Sergio Mattarella: “Occorre ovunque, in questo particolare momento storico un sovrappiù di politica. Una politica capace di pensare e di progettare al di fuori di calcoli contingenti».

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