La sperimentazione sul vaccino Takis Rottapharm inizia da un ventenne

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«Sono emozionato e agitato ma sono felice di rendermi utile per il nostro Paese». Queste le prime parole di Luca Rivolta, 21 anni, chef monzese che per primo è stato sottoposto al vaccino marchiato Takis e Rottapharm Biotech (azienda tutta monzese), il primo in Europa che si basa sul Dna testato sull’uomo. Una novità importantissima per la ricerca e per la lotta alla pandemia tutta italiana, che verrà sperimentato a Napoli (Pascale), Roma (Spallanzani) e Monza (Ospedale San Gerardo in collaborazione con l’università Milano-Bicocca). I tre centri clinici sono coinvolti in tutte le attività dello studio, ma ciascuno ha responsabilità maggiori su uno dei tre aspetti principali della sperimentazione. “Il San Gerardo a Monza  è responsabile del trattamento dei primi soggetti di ciascuna dose e quindi della verifica dei risultati preliminari: la prima somministrazione è avvenuta nel Centro di ricerca di Fase 1 diretto da Marina Cazzaniga, ricercatrice di Oncologia medica dell’Università di Milano-Bicocca. «È un vaccino diverso perché rompe il Dna e quindi la protezione di anticorpi è più rapida tutte le dosi testate indicano una risposta immunitaria molto rapida già alla prima somministrazione e con dosi basse e lo scopo della prima fase è proprio questa di arrivare a fare una sola dose senza richiami – ha spiegato la professoressa Cazzaniga – grazie alla sintetizzazione in laboratorio del Dna nel caso delle varianti la risposta è più immediata». Questo vaccino completerà la fase uno e due per l’autunno poi – se arriveranno finanziamenti – si spera di produrlo e commercializzarlo entro la primavera 2022. Sono stati oltre 1200 i volontari che si sono fatti avanti a Monza per le fasi uno e due e ancora ci sono posti disponibili  «Spero di poter dare una mano in questo progetto così importante – ha spiegato il primo vaccinato – e inviterei tutti a tenere comportamenti più responsabili per battere questa pandemia». Un progetto da milioni di euro tutto privato quello ideato e realizzato da Takis e da Rottapharm Biotech che, tuttavia, non potrà andare avanti senza ulteriori finanziamenti. «È assurdo che in Italia sia un privato a investire da solo soldi ed energie per dare una risposta innovativa e di ricerca superiore al mondo – ha detto il professor Lucio Rovati, ad di Rottapharm Biotech – negli altri Paesi hanno ricevuto fior fior di finanziamenti statali per produrre i vaccini, non è che noi speriamo in tanto, ma un piccolo aiuto non farebbe male». Chi fosse interessato a far parte della sperimentazione può iscriversi sul sito dell’Aast Monza e Brianza.

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