Monza Indianapolis, gemellaggio all’insegna della velocità

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Scambi di progetti culturali e di formazione, unità di intenti su alcuni eventi e tanto altro. Questo per Dario Allevi sindaco di Monza è il significato dell’esperienza di sette studenti monzesi nella capitale dell’Indiana Indianapolis. Città con la quale Monza si sta gemellando. E a dare il via all’iniziativa è stata la presenza in città del Console Generale degli Stati Uniti Robert Needham.
Il percorso formativo nasce nell’ambito dei progetti del gemellaggio tra le due «città della velocità», partendo da un’identità comune: la presenza dei due circuiti più antichi della storia dell’automobilismo, l’Indianapolis Motor Speedway, costruito nel 1911 e l’Autodromo Nazionale di Monza che l’anno prossimo taglierà il traguardo dei cent’anni. Sebbene il motorsport sia da sempre uno dei collanti tra le due città, il loro rapporto – come spiega l’Assessore alla Sicurezza e alle Politiche Giovanili Federico Arena – «spazia dalle nuove tecnologie applicate a mobilità e ambiente alle soluzioni di smart city e sharing economy passando anche dalla ricerca medica. Con questo progetto abbiamo pensato di offrire ai nostri studenti occasioni di incontro con realtà imprenditoriali nell’ambito di questi settori che in prospettiva potrebbero rappresentare importanti sbocchi professionali. Il confronto con mondi diversi dai nostri è fondamentale per far conoscere ai giovani i percorsi di formazione in linea con le loro aspirazioni e le opportunità offerte da un mercato del lavoro in cui i confini geografici non esistono più. È un’opportunità formativa concreta per i nostri studenti. Fare un’esperienza negli States significa avere la possibilità di dare un valore aggiunto al proprio curriculum».
Le «Sister Cities» per sviluppare la cooperazione tra Monza e Indianapolis. Lo scambio culturale tra studenti monzesi e americani è stato possibile grazie al progetto delle «Sister Cities», un’organizzazione nata nel 1956 con lo scopo di promuovere collaborazione tra popoli diversi e lontani, come sottolinea l’Assessore: «Monza, da sempre all’avanguardia nel sostegno e nello sviluppo di percorsi internazionali innovativi, ha considerato il gemellaggio come uno strumento utile per incoraggiare e sviluppare la cooperazione tra la nostra città e Indianapolis, per il rafforzamento dei legami tra le due comunità e l’interscambio di esperienze e strategie per migliorare la qualità della vita e il benessere dei rispettivi cittadini. Per questo ringrazio, in particolare, il Console italiano Onorario a Indianapolis nonché Presidente dell’Indianapolis Sister Cities International, Zeno Tutino che, con il suo impegno e la sua determinazione, ha reso possibile portare a termine questo progetto».
Sono sette (sei ragazzi e una ragazza) gli studenti monzesi che, dal 17 al 24 novembre, hanno partecipato al progetto di scambio culturale a Indianapolis, iscritti al Politecnico di Milano, all’Università degli studi di Bergamo, alla IULM e all’Università di Bologna: Andrea Amico (Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Aerospaziale laurea triennale), Andrea Orlando (Università degli studi di Bergamo, facoltà di Ingegneria Meccanica laurea magistrale), Sara Colombo (Libera Università di Lingue e Comunicazione – IULM, facoltà Comunicazione media e pubblicità laurea triennale), Pietro Galimberti (Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Gestionale, laurea triennale), Riccardo Motta (Università di Bologna, Organizzazione e Gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie), Giuseppe Sebastiano Manzo (Politecnico di Milano, Ingegneria dell’automazione laurea magistrale) e Marco Schifone (Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria Aerospaziale laurea triennale).
Il progetto formativo prevedeva l’incontro con alcune esperienze sportive e imprenditoriali di qualità della realtà di Indianapolis. La prima «tappa» del «tour» è stata la visita agli stabilimenti di due squadre automobilistiche della «IndyCar Series»: la «A.J. Foyt Enterprises», fondata dal quattro volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis A.J. Foyt e l’«Andretti Autosport» di proprietà dell’ex pilota di Formula 1 Michael Andretti. La seconda «tappa» è stata presso una vera e propria eccellenza del motorsport, l’azienda emiliana «Dallara» che nel 2012 ha aperto a due passi dal mitico catino americano il «Dallara Indy Factory», un importante centro di ricerca e sviluppo. E, poiché oggi il mondo dei motori è strettamente collegato a quello delle tecnologie, gli studenti hanno visitato il «16 Tech», il distretto dell’innovazione di Indianapolis, e la «IUPUI School of Engineering and Technology» dove hanno incontrato Andrew Borme, professore ordinario di Motorsports Engineering.

Non sono mancati i confronti con gli studenti dell’University of Indianapolis e della Marian University, i momenti di svago con una partita di basket NBA tra i padroni di casa degli Indiana Pacers e i New Orleans Pelicans, gli incontri «istituzionali» con Vicesindaco di Indianapolis Judith Thomas e il Direttore Affari Internazionali Ruth Morales. In programma, infine, la visita dei luoghi simbolo della capitale dell’Indiana: il «Lucas Oil Stadium», soprannominato «The Luke», lo stadio della città; la «Gainbridge Fieldhouse», la «casa» degli Indiana Pacers; l’Indianapolis Motor Speedway, l’«ovale» più famoso del mondo che ospita la 500 miglia di Indianapolis; il «World War Memorial Museum», il complesso architettonico costruito per onorare la memoria dei veterani della prima guerra mondiale; l’«Eiteljorg Museum», il museo che ospita un’estesa collezione di arti visive sui popoli indigeni delle Americhe; il «Benjamin Harrison Presidential Center», la casa di Benjamin Harrison che oggi ospita un museo e l’archivio del ventitreesimo presidente degli Stati Uniti.

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