Monza. E’ morto a 90 anni Monsignor Giuseppe Arosio, il sacerdote delle nuove chiese

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Si è spento oggi all’età di novant’anni monsignor Giuseppe Arosio (per tutti “don Peppino”). Sacerdote di origine monzese, è stato stato parroco della parrocchia San Giuseppe di Monza, che venne da lui praticamente creata, a partire dalla costruzione della chiesa. Una volta lasciata Monza, don Peppino è stato per oltre 15 anni responsabile dell’ufficio nuove chiese della curia milanese. I funerali si svolgeranno venerdì alle 15.30, nel duomo di Monza.

Nato a Monza nel 1925, Giuseppe Arosio compie gli studi in seminario e diviene sacerdote il 22 maggio 1948. In quello stesso anno don Peppino inizia il suo ministero come viceparroco a San Biagio. Nel 1961 diventa parroco nella costituenda parrocchia di San Giuseppe a Monza. La necessità di costruire la chiesa della nuova parrocchia fece nascere in monsignor Arosio la passione per l’architettura che lo accompagnerà nel suo successivo incarico in Curia.

Quando nel 1984 il cardinale di Milano Carlo Maria Martini ricostituì l’ufficio nuove chiese a don Peppino venne affidato l’importante incarico di responsabile per la costruzione di nuovi complessi parrocchiali della diocesi di Milano. Nell’arco dei 15 anni a capo dell’ufficio nuove chiese don Peppino portò a termine la realizzazione di più di cinquanta complessi ecclesiastici, instaurando collaborazioni con architetti di grido come Dahinden, Botta, Belgiojoso, Caccia Dominioni, Gregotti, Gabetti e Isola, D’Ardia, Canella, Galantino e altri.

Una volta andato in pensione, monsignor Arosio è tornato nella sua casa di Monza, nel quartiere natale di Cederna. Gli ultimi anni li ha spesi dedicandosi al ripristino dell’antica chiesetta di San Francesco in Cederna, una piccola chiesa ad una navata costruita negli anni ’20 all’interno del complesso industriale del quartiere. Negli ultimi 20 anni l’edificio si era molto deteriorato e aveva perso il suo antico splendore. Don Peppino si è adoperato per restaurare il piccolo edificio di culto e i suoi preziosi affreschi, rendendolo anche un importante polo culturale della città, attorno a cui è nata (proprio su ispirazione di monsignor Arosio) anche l’associazione culturale San Francesco e Santa Chiara.

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