Monza: conclusa a tempo di record la ristrutturazione del depuratore San Rocco

Missione compiuta: la riqualificazione del depuratore San Rocco di Monza completata in due anni esatti

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Due anni. E due anni sono stati. BrianzAcque ha vinto la sua scommessa: riqualificare il depuratore san Rocco di Monza, abbattendo costi, miasmi, emissioni di azoto nell’arco di 24 mesi. Grazie all’intervento di ristrutturazione, l’importante infrastruttura ha agguantato anche due primati:  le sue due vasche di sedimentazione primaria coperte figurano tra le più capienti d’Europa. Inoltre, con oltre 650 mila abitanti equivalenti e 350 impianti produttivi serviti, è diventato il più grande impianto d’Italia per potenzialità depurativa ad applicare esclusivamente il processo ad aerazione intermittente.

La grande rinascita del depuratore è stata presentata in mattinata, a conclusione della seconda e ultima fase dei lavori che ha interessato il rifacimento della sezione di ossidazione. “Ce l’abbiamo fatta”- ha esordito il Presidente di BrianzAcque, Enrico Boerci – “Abbiamo dimostrato che un’azienda pubblica può anche far meglio del privato, contenendo costi, marciando veloce, mantenendo standard di qualità elevata.  Vorremmo condividere il successo di quest’impresa con tutta la Brianza, con i nostri comuni soci, ma soprattutto con gli abitanti del  quartiere di San Rocco, che finalmente vedono realizzate le loro richieste.  Un grazie particolare a tutto il team di nostri tecnici che ha diretto il cantiere con appassionata professionalità e alle aziende che hanno realizzato i lavori, concretizzando un’ opera ad alto impatto tecnologico e  ingegneristico”.

Il progetto “Il cantiere che cambia il quartiere”, decollato esattamente nel 2015, stesso giorno, stesso mese, stessa ora, è stato adottato in sostituzione di un precedente Master Plan superato dai tempi e dai mutati piani di sviluppo territoriali. Un cambio di rotta -che ha consentito a BrianzAcque, gestore unico del servizio idrico integrato per Monza e Brianza e proprietaria del depuratore – di mitigare le fastidiose esalazioni che affliggevano il vicino abitato di san Rocco, di mettersi a norma con i limiti alla scarico previsti da Regione Lombardia, di tagliare i tempi di realizzazione: solo 2 anni contri i 10 previsti dal Master Plan e di impegnare un quantitativo di danaro pubblico pari a 12 milioni di euro rispetto ai 65 della precedente soluzione progettuale. Costi inferiori anche per le spese di gestione energetica annuali: 528 mila euro invece dei 4.258 milioni necessari prima della riqualificazione. Fin dalla fase progettuale, la ristrutturazione del depuratore,  è stata accompagnata da una campagna di comunicazione basata sul coinvolgimento e sulla partecipazione delle istituzioni locali, dei cittadini, degli stakeholder e messa in atto in più momenti con una pluralità di strumenti.  All’insegna della massima trasparenza,  i vertici di BrianzAcque hanno voluto che la tempistica di esecuzione dell’opera venisse pubblicamente “cronometrata” attraverso una serie di count down, collocati all’esterno e all’interno dell’azienda e visibili sul sito istituzionale.

Alla presentazione dei lavori e all’illustrazione dei risultati raggiunti, avvenuti  nella sede monzese della società alla presenza di amministratori, sindaci soci della Brianza,  vertici di ATO, rappresentanti del comitato del quartiere San Rocco, progettisti e maestranze impegnate nell’ammodernamento dell’impianto che figura tra i più grandi della Lombardia e d’Italia, ha fatto seguito un sopralluogo alle parti di impianto rinate a nuova vita. A cominciare proprio dalla sezione di ossidazione, cuore della struttura, ultimata pochi giorni fa, con oltre di due settimane di anticipo rispetto alla rigida tempistica calcolata dai count down, posizionati dentro e fuori il cantiere.  Tutte le  16 vasche rettangolari, in fila, una accanto all’altra, sono state interessate dal restyling. Apparecchiature e metodologie ad aria ormai superate, sono state sostituite dal processo ad aereazione intermittente con nuovi compressori compatti ad alta efficienza energetica, che alimentano una rete di oltre 18.000 diffusori a membrana. L’intervento ha consentito all’impianto monzese di mettersi a norma con  tutti i limiti di scarico previsti dalla normativa regionale, compresi quelli d’ azoto; di contrarre i costi di gestione e di contribuire alla riduzione degli odori.  A lato degli invasi, l’ex edificio ventilatori è stato trasformato in una nuova e moderna centrale di produzione dell’aria, che va ad alimentare le  vasche. Nella palazzina si trova la sala quadri con il software per il controllo automatico dell’intero processo biologico.  L’ investimento ha comportato un costo di  6,179 milioni di euro.

La riqualificazione della sezione di ossidazione, si aggiunge alla copertura delle due vasche di sedimentazione primaria e segna ufficialmente la chiusura del cantiere.  La prima, dal diametro di 60 metri, era stata “sigillata” a fine luglio del 2016, la seconda, di dimensioni leggermente più ridotte, a giugno di quest’anno. Anche questi due cantieri erano terminati in anticipo sulla tempistica prefissata. I due sedimentatori, che hanno la funzione di separare i fanghi primari dai liquami affluenti,  si presentano ora come edifici circolari dal design avveniristico, sormontati da travi reticolari a cui sono agganciati pannelli verdi in vetroresina. Al loro interno i miasmi che affliggevano il quartiere, vengono aspirati e trattati da un biofiltro, senza più la possibilità di finire in atmosfera.  Costo? Cinque milioni  e 581 mila euro.

Smontate le recinzioni e dismessi i cartelli,  BrianzAcque continuerà tuttavia a monitorare la situazione. Come ha tenuto a rimarcare il presidente Boerci: “L’attenzione resta alta, soprattutto sul fronte delle esalazioni moleste.  Non tireremo  i remi in barca fino a quando anche l’ultima, minima fonte odorigena sarà eliminata”.

Entrambi gli interventi di copertura dei sedimentatori e di riconversione della sezione di ossidazione sono stati eseguiti con l’impianto in funzione , così da assicurare continuità al servizio di depurazione del reflui senza disagi per la popolazione  e per le attività imprenditoriali del territorio servito.

Note tecniche

Depuratore San Rocco: 152 chilometri di collettori al servizio della Brianza – Costruito a partire dai primi anni Sessanta, il depuratore di Monza San Rocco è stato completato negli anni Ottanta. Sorge su una superficie di 12 ettari sulla sponda sinistra del Lambro. Attualmente, tratta una portata media di 170 mila metri cubi di liquami al giorno. Dispone di una rete di 152 chilometri di collettori, che dal Nord Brianza canalizzano i reflui e li collettano fino all’impianto dove, al termine del processo depurativo – distinto in una linea acqua, una linea fanghi e una linea gas –   vengono restituiti all’ambiente, attraverso le acque del fiume Lambro.   Serve una popolazione di  circa 650 mila abitanti equivalenti, 350 insediamenti produttivi, distribuiti in 27  comuni della Provincia di Monza e Brianza (Albiate, Arcore, Besana Brianza, Biassono, Briosco, Camparada, Carate Brianza, Concorezzo, Correzzana, Desio, Giussano, Lesmo, Lissone, Macherio, Monticello, Monza, Muggiò, Nova Milanese, Renate, Seregno, Sovico, Triuggio, Usmate-Velate, Vedano al Lambro, Veduggio, Verano Brianza, Villasanta)  e alcune porzioni di territorio di 4  della Provincia di Como (Arosio, Carugo, Inverigo, Mariano Comense)  e di 5 in quella di Lecco (Barzanò, Casatenovo, Cassago, Cremella, Monticello Brianza.

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