Modella segregata a Cinisello, liberata dai carabinieri

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«Grazie siete i miei angeli custodi, quelli che ho passato sono stati mesi di inferno, ora voglio solo stare a casa mia, ma tornerò per ottenere giustizia». Solo dopo alcune ore insieme ai carabinieri che l’hanno liberata dal suo aguzzino e ai medici dell’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, la bellissima Dorota Imona Bartlewska, 23 anni, ex Miss Svezia, è riuscita a sciogliersi in un pianto liberatorio. È accaduto lo scorso martedì, quando i carabinieri della stazione di Cinisello Balsamo sono andati nell’appartamento di via XXV aprile dove Claudio Rossetto, 42 anni, sedicente model agent e suo “fidanzato”, la teneva segregata e la violentava ripetutamente da almeno sei mesi. L’uomo, che nel 2013 era uscito dal carcere, dove aveva scontato quattro anni e mezzo per violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di una modella bielorussa di 18 anni, è stato di nuovo arrestato con le stesse accuse. Una storia incredibile quella della bella svedese innamoratasi del classico italiano fascinoso, ben vestito e simpatico. Così infatti si presentava Rossetto, che divide da sempre il bilocale su due livelli di Cinisello, insieme alla mamma settantenne, dopo che il papà, Franco, noto truffatore internazionale, è deceduto. Rossetto aveva conosciuto la giovane su facebook ad aprile del 2014, poi l’aveva incontrata ad un casting a Napoli e si erano scambiati il contatto. Lui, che con il profilo Claud Wildnature, si presentava come procacciatore di modelle a Milano, l’aveva sicuramente attirata a sé con la gentilezza e il savoir faire. La bella Dorota aveva abboccato e nell’estate del 2014 si era trasferita da lui. «Sapevo che era stata contattata da questo agente di Milano – ha raccontato Mate, un’amica modella svedese di Dorota – lei voleva andare in Italia per fare carriera e così è partita. Ho cercato di rimanere in contatto con lei, ogni tanto le parlavo su facebook, ma poi il suo profilo twitter e le sue foto su Instagram sono sparite e non l’ho più sentita, a parte qualche messaggio sporadico su facebook. A dire il vero mi sono reso conto che qualcosa non andava e mi sembrava molto strano, ma ho pensato che forse era impegnata per un concorso di bellezza o non poteva collegarsi al pc…Lei è ammirata da molti ed è una persona meravigliosa, ma sembrava molto sola quando l’ho incontrata più tardi, sono sconvolto poteva succedere anche a me». Claudio aveva raccontato alla mamma di aver conosciuto questa ragazza e di essersene invaghito e l’aveva portata in casa. «Sentivo ogni tanto che litigavano e piangeva – ha detto la donna ai carabinieri – ma era normale tra di loro, non li disturbavo». La verità è però crudele ed è quella che la giovane ha raccontato ai carabinieri. «All’inizio diceva di amarmi ed era dolce, io gli credevo, mi prometteva anche di aiutarmi nel lavoro…poi da settembre scorso mi ha tolto il telefono e tutti i contatti, potevo chiamare i miei in Svezia solo in inglese e potevo uscire solo con lui. Spesso mi costringeva ad avere rapporti sessuali violenti e mi picchiava…». Quando i carabinieri, chiamati da un vicino di casa che ha sentito le urla della ragazza, sono arrivati nell’appartamento, Rossetto ha voluto far credere che tutto fosse normale. Ma si è tradito. Si è infatti rivolto in inglese a Dorota e ha detto: «Dì loro che va tutto bene e che ti voglio sposare, altrimenti te la faccio pagare…». Non ha calcolato che il carabiniere sapesse bene la lingua e a quel punto ha dovuto seguirli in caserma. La ragazza, dopo un giorno di ricovero nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Cinisello, pur con parere contrario dei medici, ha preferito tornare a casa con i genitori, ma ha dichiarato: «Grazie ai carabinieri perché ormai ero un vegetale e mi hanno fatto tornare alla vita, ma voglio giustizia e sicuramente tornerò per testimoniare contro di lui per farlo rimanere in carcere». Rossetto di fatto aveva una doppia vita: all’esterno bello, pieno di soldi, con una vita mondana attivissima e tante (presunte) conoscenze. In casa era un orco. «Lo avevo incontrato insieme alla ragazza la scorsa estate in un locale e faceva lo spavaldo con soldi e champagne – ha raccontato Massimo P., fotografo di moda milanese – mi aveva detto che voleva fare un calendario con questa ragazza molto bella e dolcissima, ma poi è sparito con delle scuse…a dire il vero nell’ambiente non lo avevo mai visto». Le indagini sull’uomo continuano e sono concentrate sull’analisi degli hard disk dei suoi computer nei quali potrebbero esserci altri nomi di presunte future vittime. Quello che colpisce della storia è la recidiva. Nel maggio del 2008 una diciottenne bielorussa riuscì a fuggire dal box di Cinisello dove Rossetto la teneva segregata da mesi e la stuprava e andò dai carabinieri di Lecco a denunciare tutto. Lui fu arrestato e processato con rito abbreviato. Condannato a sette anni ne scontò quattro e messo e all’uscita, nel 2014, conobbe Dorota per ripetere quel tragico copione.

Laura Marinaro

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