Miss segregata a Cinisello, 20 anni all’aguzzino

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Le aveva promesso che l’avrebbe sposata. Ma in realtà, per sei mesi, l’aveva tenuta segregata nel suo appartamento di Cinisello che divideva con la mamma, trattandola nel peggiore dei modi. Per questo C.R., sedicente manager di modelle 42enne arrestato dai carabinieri a marzo 2015 in via XXV Aprile, è stato condannato a 20 anni di carcere e al pagamento di una provvisionale da 300 mila euro alla vittima dal Tribunale di Monza. Per lui il pm Vincenzo Fiorillo che si era occupato delle indagini insieme ai carabinieri di Cinisello Balsamo aveva chiesto 18 anni. I giudici hanno poi applicato all’imputato la recidiva specifica, condannandolo anche al pagamento delle spese di mantenimento in carcere, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, da funzioni di tutela e da lavori in ambienti frequentati da minorenni. Vittima dell’orco è la bella Dorota Imona Bartlewska, modella svedese di 23 anni ex Miss Svezia che C.R. aveva isolato almeno da sei mesi, costringendola a non avere contatti con il mondo con telefonino o pc, tranne le chiamate su skype in inglese con i genitori, la poveretta doveva uscire soltanto con lui, ma soprattutto era costretta ad avere rapporti sessuali violenti e a vivere di fatto chiusa in camera. Nel palazzo inizialmente nessuno si era accorto di nulla e persino in casa la mamma settantenne dell’uomo aveva creduto che quando la ragazza piangeva era normale: “litigavano”, avrebbe detto ai carabinieri. Ma poi era arrivata la svolta. Le urla della ragazza picchiata dall’orco richiamano l’attenzione di un vicino che chiama i carabinieri della stazione di Cinisello. I militari, che conoscevano bene C.R., che nel 2013 era uscito dal carcere doveva aveva scontato quattro anni e mezzo perché aveva sequestrato in un box e violentato una modella diciottenne bielorussa nel maggio 2008, si erano dunque precipitati sul posto. Arrivati nel bilocale su due livelli al terzo piano del palazzone residenziale, la mamma dell’uomo li aveva accolti stupita e lui aveva finto meraviglia: «Era solo una lite con la mia ragazza», avrebbe detto. Poi, però si è tradito e si era rivolto a Dorota in inglese intimandola di stare tranquilla e di dire loro che non era successo nulla altrimenti l’avrebbe picchiata ancora. I carabinieri però avevano capito e lo avevano quindi portato in caserma dove la ragazza in un pianto liberatorioaveva raccontato le sevizie dell’orco dalla doppia vita.

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