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Minacce di morte in rete al sindaco di Lissone

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«Sparargli in testa, che ne dite?» questo il commento minaccioso che ha turbato il sindaco di Lissone Concettina Monguzzi nei giorni scorsi e per il quale la vicepresidente del consiglio provinciale ha presentato un esposto ai carabinieri. L’hater si sarebbe scatenato in seguito alla notizia di un convegno organizzato a Lissone e patrocinato dal Comune con la rete Bonvena sull’accoglienza migranti. «Quelle parole mi hanno molto turbata – ha spiegato Monguzzi all’Ansa – trovo sconvolgente che la partecipazione a un confronto, la volontà di informarsi da parte di un primo cittadino per poter agire nell’interesse della città, possa scatenare tali reazioni violente e di odio». Solidarietà alla Monguzzi da parte del Consiglio provinciale. «Questa Assemblea non può rimanere indifferente rispetto alle minacce ricevute da un suo rappresentate e siamo pienamente solidali con la decisione di fare un esposto alle autorità competenti. La differenza di opionioni è legittima ma non possiamo permettere che trascenda facendo perdere quel senso di civiltà necessario affinchè ogni dibattito avvenga in un clima di democrazia. Noi che rappresentiamo le istituzioni dobbiamo dare segnali forti per fermare questa ondata di odio e intolleranza che sta avvelando ogni confronto. In particolare è necessario trasmettere il messaggio che i social sono una piazza di confronto e non una realtà diversa dove è permesso trascendere con il linguaggio verso chi non la pensa come noi perché coperti da una sorta di anonimato.”- ha dichiarato il Presidente Roberto Invernizzi

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