Milano – Meda, controlli sui ponti della Provincia. La lega denuncia: asfalto saponetta

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La Milano Meda è al centro in questi giorni di polemiche e incidenti dovuti all’asfalto scivoloso. Mentre la Provincia sta continuando a monitorare i 36 ponti che attraversano la tratta di competenza MB (realizzati per la gran parte negli anni Sessanta e Settanta) numerosi incidenti e uscite di strada funestano la strada durante le ore di traffico a causa di un asfalto stranamente troppo scivoloso.  Sui ponti la Provincia fa sapere che in base alle prime risultanze emerse – nelle quali i periti hanno confermato lo stato di particolare usura dei ponti, anche considerando i volumi di traffico della strada che conta il transito di più di 100.000 veicoli al giorno – la Provincia ha disposto la chiusura precauzionale di due scavalcamenti: quello di via Manzoni a Cesano Maderno e quello di via Maestri del Lavoro a Bovisio Masciago.  Tra domani 24/11 e venerdì 25/11 i periti si concentreranno sulle pile centrali dei ponti, attraverso un’analisi ispettiva primaria prevista sulla Milano-Meda a partire dalle ore 9, da Varedo in direzione Nord. I tecnici saranno accompagnati dalle pattuglie della Polizia Provinciale per assicurare il normale flusso del traffico. La Provincia prevede di terminare questa prima fase di osservazione entro la prossima settimana. Gli esiti ufficiali saranno disponibili nei successivi 7-10 giorni. Si passerà, poi, alla programmazione degli approfondimenti necessari nelle situazioni che lo richiederanno, al termine dei quali sarà possibile valutare gli interventi per consentire il ripristino della viabilità.  Ma sulla via incombe un altro pesante rischio, quello di poter perdere inaspettatamente il controllo della propria vettura, uscire fuori strada o peggio ribaltarsi in rovinosi cappotamenti. La sequenza di incidenti registrati nelle ultime ore è drammatica, ormai non si contano più, alcuni davvero spettacolari. Il Capogruppo Lega Nord in Consiglio Provinciale, Andrea Monti ha denunciato la situazione di queste ultime settimane azzardando alcune ipotesi:«ho provato a chiacchierare con qualche esperto di «asfalti», per trovare una soluzione all’enigma. La prima causa sarebbe la scarsa manutenzione. Il manto bituminoso è composta da una miriade di piccoli sassi, questi appena stesi mostrano tutte le loro naturali spigolature, che nell’insieme dell’impasto bituminoso, donano «grip» al fondo, agevolando la tenuta di strada del pneumatico. Con il passare del tempo, gli agenti atmosferici e migliaia di veicoli che strisciano su questi sassi, ogni singolo spigolo subisce un naturale effetto levigamento, tendendo ad arrotondarsi. Tutto ciò riduce drasticamente la tenuta di strada.» Monti non si limita però a denunciare il rischio «scivolamento», avanza anche alcune proposte per limitare il rischio già nei prossimi giorni, prima che ci scappi il morto: «È necessario che la Provincia di Monza e Brianza si adoperi immediatamente per segnalare in maniera evidente, soprattutto nelle giornate di pioggia, la pericolosità di quel tratto stradale agli automobilisti. Si potrebbe piazzare, ogni volta che comincia a cadere la pioggia, un furgone dotato di display luminoso in prossimità del tratto incriminato, dove si invita a rallentare a causa della scarsa aderenza. Poi si dovrà intervenire con una verifica dello stato di usura e il prima possibile riassaltare completamente i tratti incriminati». Monti ha depositato una interrogazione urgente al Presidente Ponti, proprio per chiedere quali interventi intende mettere in campo per affrontare questa emergenza, particolarmente in questi giorni piovosi.

 

 

 

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