Migranti, la Brianza premia il Giusto Pietro Bartolo

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«In pochi posti d’Italia ho visto così tanta gente commuoversi ai miei racconti: è il segno che la Brianza è una terra generosa di gente che non può respingere chi ha bisogno». Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che per primo accoglie e visita i migranti che approndano a centinaia ogni sera da oltre trent’anni sulle coste della splendida isola del Mediterraneo è passato dalla Brianza nel fine settimana scorso e ha ottenuto un successo incredibile. Il medico uomo dalla sepmlicità disarmante, che non ama essere definito eroe, è stato insignito nel Bosco dei Giusti di Solaro  dell’onorificenza di Giusto con la messa a dimora di un albero e un cippo a lui dedicato per il suo impegno umanitario. La visita è stata organizzata per far conoscere il Fondo di solidarietà Hope, costituito da tutti i partner del progetto “Emergenza richiedenti asilo 2014” e da RTI Bonvena. Un fondo che può essere sostenuto anche attraverso donazioni libere di privati. E alla Casa del Volontariato di Monza ad accogliere Bartolo c’erano centinaia di persone e l’assessore monzese Cherubina Bertola che ha lanciato un appello ai suoi concittadini. «Credo che con i prossimi arrivi avremo bisogno dell’impegno di tutti, soprattutto per gestir eil nuovo dramma quello dei minori non accompagnati che vengono qui in Italia: aprite le vostre case monzesi, faremo di tutto per organizzarci nel migliore dei modi e sempre nella legalità». Commosso lo stesso Bartolo che ha raccontato i vaggi della speranza e ha ripercorso le sue notti e i suoi giorni a visitare vivi feriti e malati e a ispezionare cadaveri. «L’incubo più grande che non va via è sempre quello in cui apro la custodia di un cadavere e scopro che è un bambino: è successo davvero – racconta ricordando il tremendo naufragio del 3 ottobre 2015 in cui morirono oltre 340 migranti – sofferenze ne ho viste e ne vedo, ma devo ammattere che mai una di quelle donne che ho aiutato a partorire legando il cordone ombellicale con la stringa delle mie scarpe, o quelle che ho curato dalle ustioni, mai nessuna ha urlato di dolore…solo sorrisi che non dimentico mai». Bartolo che ha partecipato al film Orso d’Oro di Berlino e oggi candidato all’Oscar realizzato dal mastro Gianfranco Rosi a Lampedusa, Fuocoammare, ha raccontato un particolare inedito: «Pensate che il maestro è davvero un genio: ha girato il film con una piccola telecamera senza comparse o tutti quei paramenti delle troupe, montando i miei video e io l’ho scoperto solo a Berlino quando ho ritirato con lui il premio! Comunque non mi interessano questi premi, mi interessa il messaggio che ha dato il film: che Lampedusa e i Lampedusani accolgono sempre e comunque con il sorriso». La serata è stata l’occasione per riproporre anche il libro di Bartolo scritto con la giornalista Lidia Tilotta dal titolo «Lacrime di Sale». Tra il pubblico da segnalare l’intervento di don Agusto Panzeri della Caritas di Monza che ha sottolineato la grandezza di un testimone dei nostri tempi come il medico di Lampedusa.

 

 

(Fondo di solidarietà Hope, Iban IT 76 E 03359016001 00000131006, Banca Prossima).

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