Merce irregolare cinese, sequestri a Brugherio e Giussano

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Non si ferma l’azione della Guardia di Finanza di Milano per contrastare la commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi per i consumatori. A distanza di pochi giorni dall’operazione condotta nel capoluogo lombardo, sequestrati altri 2 milioni e mezzo di articoli, pronti ad essere venduti illecitamente in Provincia di Monza e della Brianza.  I controlli, intensificati anche in occasione di “EXPÒ2015”, si sono concentrati su quattro negozi di Giussano e Brugherio, gestiti da persone di nazionalità cinese. Qui sono stati trovati esposti prodotti di vario genere, quali capi di abbigliamento, occhiali da vista, casalinghi, bigiotteria, cancelleria, prodotti per la cura della persona, accessori per auto, ferramenta e pile non conformi alla legge.  Nessuna etichetta ad indicare la loro provenienza o i canali d’importazione. Assenza totale di informazioni circa la loro composizione o sui materiali contenuti nei prodotti. Niente avvertenze. Insomma, tutta merce assolutamente fuorilegge, non sicura in base al codice che tutela i consumatori.  Nel corso del servizio i militari del Gruppo Guardia di Finanza Monza hanno identificato alcuni lavoratori risultati completamente in nero. Per uno di essi è scattata la denuncia per il reato di immigrazione clandestina, essendo sprovvisto di regolare permesso di soggiorno. Denunciato in questo caso anche il datore di lavoro, per aver impiegato personale clandestino.  I finanzieri hanno anche verbalizzato violazioni per l’omessa tenuta del registro degli infortuni e diverse mancate emissioni degli scontrini fiscali. ln un caso è anche scattata la segnalazione all’Agenzia delle Entrate per la chiusura dell’esercizio.  Oltre a due soggetti denunciati alla Procura della Repubblica, sono state contestate sanzioni amministrative per mezzo milione di euro, a carico dei responsabili, segnalate alla Camera di Commercio ed alla Provincia di Monza e Brianza.  La lotta alla circolazione dei prodotti insicuri ed allo sfruttamento della manodopera “in nero” continuano ad essere una delle priorità operative della Guardia di Finanza, anche in virtù della crescita esponenziale che tali fenomeni hanno fatto registrare negli ultimi anni.  Il commercio dei prodotti non certificati quindi pericolosi — e lo sfruttamento di manodopera irregolare, anche clandestina, sono un freno per l’economia e per le aziende “sane”, perché inquinano il mercato regolare ed arricchiscono le organizzazioni criminali, che gestiscono le filiere dell’illecita produzione e l’importazione delle merci prive degli standard di sicurezza, soprattutto attraverso lavoratori assunti senza contratto.

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