Martesana, ritorno a scuola nella bufera

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Un’ipotesi di smembramento di classi lanciata dalla preside delle scuole elementari e medie di Cassina de’ Pecchi, in zona Martesana: la possibile divisione tra gli alunni che scelgono la religione cattolica e gli altri, e si scatena la bufera. A dire il vero – per fortuna – quella sembrerebbe rimasta solo un’ipotesi, tuttavia la protesta dei genitori è montata lo stesso perché ancora non si sa come verrà organizzata la ripresa delle lezioni. E così questa mattina, 6 settembre, i bambini della scuola dell’infanzia sono rimasti a casa e i genitori hanno protestato. Tutto era nato la scorsa settimana quando i genitori di due bambini di 8 e 6 anni della elementare avevano scritto alla stampa: «Durante il Consiglio di Istituto delle scuole Fermi, la dirigente ha detto che esiste l’ipotesi di uno “smembramento” delle classi seconde e terze della scuola primaria per la creazione di una nuova classe, vista la difficoltà di avere classi abbastanza capienti… su richiesta dei genitori di sapere quali sarebbero stati eventualmente i criteri per decidere questo “smembramento”, i responsabili hanno risposto che potrebbe essere: TUTTI I BAMBINI CHE FANNO ALTERNATIVA ALLA RELIGIONE CATTOLICA. Ora, trovo quasi superfluo dover dire quanto sia assurdo, anticostituzionale, non inclusivo e privo di qualsiasi logica legata alla Didattica creare una CLASSE GHETTO in cui ci siano tutti i bambini che non fanno religione cattolica, di cui la stragrande maggioranza stranieri e alcuni con particolari esigenze per l’apprendimento della lingua, che quindi meriterebbero, in una scuola che considera i bambini TUTTI UGUALI, di essere seguiti adeguatamente. Noi tutti genitori siano rimasti SCONVOLTI, ALLIBITI e SCONCERTATI dalla sicumera con cui questa ipotesi ci è stata sbattuta sotto il naso….Bambini che hanno perso metà anno scolastico, aspettano di rivedere compagni e maestre, con tutte le accortezze e le norme da rispettare, ma perché non si pensa ad una modalità diversa? SMEMBRARLI e DIVIDERLI, gestendo la questione nel peggior modo immaginabile….». La dirigente ha prontamente smentito di aver parlato di simili ipotesi rimarcando che «il criterio di organizzazione delle classi sarà improntato all’inclusione ». Ma i genitori, in particolare quelli del Comitato Genitori in Gioco non ci stanno. «Non è solo la questione della classe ghetto per fortuna solo paventata – ha spiegato la portavoce Daniela Lazzeri – ci sono tante situazioni non gestite e soprattutto non comunicate a noi genitori sia dalla scuola che dal Comune; chiediamo solo chiarezza e per questo non porteremo i bambini a scuola finché non l’avremo». Le istituzioni hanno comunque dichiarato che è in atto l’organizzazione della macchina scolastica e tutto riprenderà al meglio. Certo che quello di Cassina de’ Pecchi, temiamo, sia il primo di una lunga serie di casi “scolastici” post covid di cui parleremo.

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