Macherio: fuori anche il capogruppo Paschetto

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SEREGNO – di Laura Marinaro – Lo ha letto prima su un giornale locale, poi una lettera ricevuta dal Comune di Macherio ha confermato la notizia: lui e la collega del “si” al Pgt, Veronica Bonanomi, non sono più autorizzati a rappresentare la Lega Nord in consiglio comunale. Tiziano Paschetto, da sempre leghista, impegnato attivamente da questa legislatura, spiega cosa è successo “per quanto io finora abbia compreso. C’è molta confusione”.
Quale pensa che sia la ragione di questa “espulsione” dalla Lega Nord?
“Il mio voto sul Pgt. Tra me e il partito c’è una divergenza di idee e nella votazione io mi sono schierato a favore contrariamente a quanto era stato indicato dal segretario della sezione della Lega di Macherio che prende ordine dalla sezione provinciale”.
Come mai la sezione provinciale?
“Me lo chiedo anche io, perché sia interessata al Pgt di un piccolo comune e che non conteneva grandi interventi a danno dei cittadini. La ‘pietra dello scandalo’ era solo il cambio di destinazione d’uso di alcuni capannoni af- fianco al supermercato. Alcuni sostengono che concedendo l’insediamento di altri negozi affianco all’Esselunga, si  danneggerebbero quei 3 commercianti che ci sono ancora a Macherio. Secondo me, invece, potrebbero aumentare la concorrenza e fare abbassare i prezzi a vantaggio dei cittadini”.
Lei ha votato quindi di testa sua?
“Sì, per me questo Pgt non era affatto sconvolgente, né da bloccare. Quindi non ho voluto stare al loro gioco”.
Che gioco?
“Il braccio di ferro tra la sezione leghista e il sindaco. Praticamente appena elet- to, Porta non è più piaciuto e penso che abbiano ritenuto di poterlo tenere in pugno con il Pgt. Probabilmente io e l’altra consigliera che è stata tolta dal partito, eravamo parte di questo braccio di ferro, volevano usarci per tenerlo in pugno.
Gira anche un volantino firmato Lega Nord contro il sindaco. Sì, ma si tratta di una questione vecchia. La rottura è oramai cosa risaputa dopo quella lettera con cui il sindaco aveva esternato il disaccordo su un quotidiano nazionale. Non era stato apprezzato neppure il modo in cui lo aveva fatto e i dissapori già esistenti da quel momento si sono accentuati sempre di più. Ormai ci stiamo auto-decimando in Comune”.
In che senso?
“Tra sindaco, sessione e il Pdl, ognuno sta facendo la sua parte, direi. Ci stiamo auto-distruggendo: il sindaco a tolto le deleghe ad alcuni assessori e, in generale, tra Pdl e Lega, entram- be al governo, non girano certo pacche sulle spalle. Che maggioranza è? Per finire, ora, con la lettera arrivata al Comune che dele- gittima me e Bonanomi, della Lega è rimasta una sola persona, Augusto Gatti, unico rappresentante autorizzato dal partito. Lui ha votato “no” al Pgt, come va bene alla Lega. O meglio, come va bene ad alcuni della Lega. Questa amministrazione è diventata una macchietta”.
E’ ancora possibile governare in questa situazione?
“Questo non lo so. Posso solo dire che sto facendo il mio dovere e continuerò a farlo, perché sono stato eletto dai cittadini e li rappresento. Certo con queste spaccature è difficile”.
Si presenterà al prossimo consiglio comunale?
“Sono ancora consigliere. Non della Lega, non del Pdl, non so in che posizione a questo punto. E sono anche nauseato dalla situazione che si è venuta a creare. Al momento mi prendo tempo per riflettere prima di ritrovarmi con altri sopravvissuti e valutare. Sempre che prima non succeda qualcosa: se qualcuno si accorpa alla posizione ci possono mandare tutti a casa”.

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