Macherio, ex sindaco querela… ex sindaco

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MACHERIO – Tra politici e giornalisti i rapporti non sono sempre idilliaci. Anche quando il giornalista ha fatto o fa politica o viceversa. E il caso di Macherio è emblematico: già, perché il sindaco Giancarlo Porta, nei mesi scorsi, ha querelato il suo predecessore Franco Verga. Porta, che si era dimesso nel febbraio 2013 era già balzato agli onori delle cronache qualche anno prima quando denunciò – con una lettera aperta al Corriere della Sera – la deriva morale nella quale era scivolato il suo partito, la Lega Nord. Ma torniamo alla querela che non questioni inerenti alla pubblica amministrazione, ma è scattata a seguito delle critiche che l’ex collega gli ha rivolto sul giornale on line che Verga guida in qualità di direttore, Il Paese.

Andiamo con ordine: è lo stesso Verga a raccontare dalle pagine de Il Paese come tutto ebbe inizio: “…Dunque, qualche giorno prima di Natale mi arriva un regalino, sotto forma di lettera intestata “Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza”. Identica missiva era già stata spedita ad Andrea Sala, redattore de Il Paese ed ex assessore. Ci avvisano che “a carico degli indagati Sala e Verga” si sta procedendo in ordine a quanto segue: “Sala, del reato p. e p. dagli artt. 595 ecc. perché, quale autore dell’articolo pubblicato su Il Paese del dicembre 2012, offendeva la reputazione di Porta Giancarlo…”, “Verga, del reato p. e p. dagli artt. 57 ecc. perché, nella sua qualità di direttore responsabile de Il Paese, ometteva di esercitare il controllo necessario ad impedire che venisse commesso il reato”.

E ancora: “Andrea Sala non ha dato del vigliacco a Porta perché questi aveva insultato lui o me o qualche altro membro di Progetto Macherio. Andrea Sala è stato denunciato, e io con lui, per aver difeso su Il Paese il capogruppo della destra. Poteva limitarsi ad osservare, da spettatore non protagonista, la scena penosa dei continui litigi interni alla maggioranza di allora (Lega-Pdl) e magari fregarsi le mani davanti alla prova evidente del disfacimento di quell’alleanza. Invece Andrea Sala ha voluto esercitare non solo il suo diritto di critica, ma il suo dovere di cittadino galantuomo, che ha il coraggio dell’indignazione di fronte alle prevaricazioni. Per questo, la mia non è stata omissione di controllo, ma condivisione totale del suo sdegno e della sua denuncia”.

 

Il vulcanico ex sindaco leghista, dunque, non sembra avere alcuna intenzione di far finire la vicenda a ‘tarallucci e vino’ mentre il direttore de Il Paese non farà sconti ed anzi, lancia subito la prima stoccata: “mi ha moralmente obbligato (Porta ndr), dopo che mi ero appartato dalla vita pubblica per dedicarmi ai miei Curati del Seicento, a riprendere in mano la penna, che nel frattempo spero non si sia arrugginita”.

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