Lissone, sgominata banda di sfruttatori in un centro massaggi cinese

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Sgominata un’organizzazione di sfruttamento della prostituzione che partiva da un centro massaggi cinese di Lissone e arrestata una donna responsabile del “giro”. L’operazione portata acvanti da Polizia Locale e Polizia di Stato di Monza è partita il 12 Aprile quando una pattuglia della Polizia Locale di Lissone interveniva per un presunto investimento di pedone in via Gramsci. I primi accertamenti permettevano di verificare che l’evento non era stato accidentale e che la vittima, L.W., ragazza di nazionalità cinese di 35 anni, era invece uscita, con evidenti segni di percosse e sanguinante, dal vicino centro benessere “YaGe” e si era buttata a terra nel tentativo di attirare l’attenzione per chiedere aiuto. Trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza, ne risultava una prognosi di cinque giorni per varie contusioni. L.W., inizialmente, non ha parlato perché spaventata sia dalla sua condizione di clandestina sul territorio nazionale, sia dalle possibili ripercussioni delle sue dichiarazioni. Conquistata la fiducia della donna, gli agenti della Polizia Locale, sulla scorta di accertamenti già eseguiti, anche grazie all’aiuto di “intermediari di fortuna” reperiti sul posto dagli stessi operanti, la convincevano a raccontare la propria triste storia, iniziata, come spesso accade, con la promessa di un lavoro decoroso in Italia, il cui epilogo invece ha portato alla situazione di sfruttamento. Stante la gravità della situazione rappresentata, la Polizia Locale di Lissone richiedeva immediatamente la collaborazione del Commissariato di P.S. “Monza” che, oltre a mettere a disposizione la propria struttura ed i propri mezzi ai colleghi della “Locale”, attivava fin da subito il progetto di protezione anti-tratta. Le vittime di questo tipo di reati che decidono di denunciare i propri sfruttatori, possono richiedere un permesso di soggiorno anche se irregolari. L’immediata, totale, collaborazione tra i due uffici consentiva così di raccogliere la denuncia della L.W. nella quale la ragazza ha raccontato di subire da tempo pestaggi e percosse, a causa del suo rifiuto di esercitare l’attività di prostituzione con i clienti del Centro massaggi. Nello stesso giorno la giovane veniva poi collocata in una struttura protetta individuata unitamente ai Servizi sociali del Comune di Lissone. La successiva attività di indagine, condotta congiuntamente dai due Comandi, permetteva di accertare che la sola attività del Centro massaggi era in realtà quella della prostituzione e pertanto la titolare, Yu Meiyun, nata nel 1972 in Cina, in possesso di regolare permesso di soggiorno come operaia, veniva segnalata alla Procura di Monza per i reati di sfruttamento della prostituzione con l’aggravante della violenza e delle minacce e sfruttamento della condizione di clandestinità. Il quadro indiziario ricostruito, come richiesto dal Pubblico Ministero titolare dell’indagine, Dott. Alessandro PEPE’, è stato integralmente accolto dal G.I.P. del Tribunale di Monza, Dott. GEROSA, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo dei locali del centro massaggi “YaGe”, sito a Lissone in via Gramsci. Il 29 Aprile u.s., durante l’esecuzione di tale provvedimento, operata congiuntamente dal personale del Commissariato di Monza e della Polizia Locale di Lissone, ai due poliziotti che, fingendosi normali clienti, avevano avuto accesso all’interno del centro massaggi, Yu Meiyun, che nel frattempo non aveva perso tempo nel trovare un’altra giovane ragazza da sfruttare, non sospettando nulla offriva le prestazioni sessuali della malcapitata in cambio di 70 Euro a testa. L’attività criminosa era dunque ancora in atto e la perquisizione del finto centro massaggi permetteva di trovare puntuale riscontro all’attività di indagine: dovunque tracce dei rapporti sessuali che lì si consumavano, circa 3.000 euro in contanti ed altro denaro in valuta estera frutto dello sfruttamento della prostituzione e gli effetti personali della prima donna che a tale sfruttamento è stata sottratta. Yu Meiyun è stata sottoposta a fermo di p.g., successivamente convalidato, ed attualmente si trova ristretta nel carcere di “Milano San Vittore” in regime di custodia cautelare in carcere. (Nella foto un’operazione di repertorio)

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