Lissone, i pendolari inferociti per le carrozze chiuse bloccano il treno diretto a Expo

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Continua la lunga saga delle vicissitudini dei pendolari che, dall’apertura di Expo, hanno visto peggiorare ulteriormente le condizioni di viaggio, già prima non rosee, dei treni della linea Chiasso-Garibaldi, prolungata da maggio fino a Rho-Fiera. Lunedì 28 settembre ad esempio si è verificato un nuovo episodio di tensione quando il treno delle ore 7.57, uno degli treni più utilizzati dai pendolari, atteso sulla banchina da un numero ancor maggiore di persone rispetto al solito a causa della soppressione del treno precedente, è arrivato con l’abituale ritardo di una decina di minuti, portando con sé una sorpresa ben più amara. Mentre i pendolari cercavano sgomitando di salire sulle carrozze centrali di un treno già pieno all’inverosimile, coloro che si erano diretti verso il primo vagone del treno hanno potuto constatare con rabbia e stupore che tutta la prima carrozza risultava chiusa e completamente vuota. Sulle porte del treno troneggiava un foglio scritto a penna recante la dicitura “Riservato comitiva”, riferito probabilmente a una delle tante scolaresche che da settembre si recano ogni giorno in gita ad Expo utilizzando i treni mattutini frequentati dai pendolari-lavoratori.

Appena la notizia si è diffusa sulla banchina i pendolari, già scontenti del servizio, dei continui ritardi e dei disagi frequenti, sono insorti bloccando il treno nella stazione di Lissone, impedendone la chiusura delle porte e mettendosi sui binari.

L’intervento del personale di sicurezza presente sul treno a poco è valso: nessuno è stato in grado di spiegare perché la carrozza fosse vuota, a che fermata sarebbe salita la comitiva, perché non se ne potesse usufruire perlomeno fino a Monza e se fosse realmente possibile prenotare e riservare una carrozza, per di più in un orario così cruciale per i lavoratori. Le poche e carenti risposte non hanno affatto calmato gli animi dei pendolari arrabbiati che solo 20 minuti dopo, tra liti e discussioni, hanno lasciato partire il treno.

Questo ennesimo episodio negativo si somma alla lunga lista di disservizi, abituali e non, delle ferrovie e al malcontento di coloro che con il treno, per forza di cose, devono averci a che fare ogni giorno.

Silvia Premoli

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