Lissone e Brugherio, il Covid ferma le sagre cittadine

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Annullata a Lissone la Fiera di ottobre tradizionalmente correlata alla Sagra cittadina. «le criticità evidenziate in merito all’organizzazione e alla gestione della Sagra non permettono l’attivazione nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria come delineato dai provvedimenti governativi. È stata una decisione complicata, sulla quale abbiamo lungamente riflettuto – ha spiegato il Sindaco Concettina Monguzzi – la scelta finale va a tutela della salute di tutti i nostri cittadini. Certo, resta l’amarezza perché non si annulla a cuor leggero una manifestazione così importante per il nostro territorio, rinomata anche fuori dai confini territoriali, che costituisce al tempo stesso luogo di ritrovo, di commercio, di relazioni e di incontro”. Infatti, nei momenti di massimo afflusso previsto in svariate migliaia di persone, non sarebbe stato possibile garantire il distanziamento interpersonale, contingentare gli accessi ed evitare il sovraffollamento. Una situazione che avrebbe messo a rischio la salute degli operatori, dei volontari, degli utenti e di tutte le persone residenti sulle vie interessate dalla Fiera. “L’attuale situazione sanitaria, in costante evoluzione e al centro delle scelte amministrative, richiede di prestare massima salvaguardia della salute pubblica – afferma il sindaco Concettina Monguzzi – come già avvenuto per l’annullamento del Parco divertimenti, l’Amministrazione Comunale intende promuovere esclusivamente quelle iniziative per le quali vi sia l’assoluta certezza di poter rispettare tutte le norme anti-contagio. È compito prioritario delle istituzioni pubbliche tutelare la salute, soprattutto in una situazione sanitaria generale in aggravamento, imponendo di agire prudenzialmente;”.Di conseguenza, la Giunta comunale ha deciso che in occasione della Sagra di Lissone si svolga soltanto il consueto mercato del lunedì mattina (19 ottobre). Non ci saranno, invece, bancarelle al di fuori dell’area di Piazzale degli Umiliati.“La Sagra di Lissone – prosegue il Sindaco Monguzzi – è da sempre un contenitore di molteplici eventi che toccano arte, cultura, divertimento, tradizione e gastronomia. È un momento di incontro e spensieratezza, e sappiamo che dal punto di vista commerciale il richiamo è particolarmente elevato. L’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza deve però sempre prevalere sopra ogni cosa, soprattutto quando si organizzano eventi di questa portata”.“L’amarezza c’è, ma siamo sicuri che l’anno prossimo si potrà recuperare con una Sagra che torni ad essere quella che abbiamo imparato a vivere nel corso degli anni – aggiunge Alessandro Merlino, assessore con delega al Commercio – Siamo pienamente consapevoli che nei nostri concittadini è presente una fortissima voglia di tornare a ritrovarsi e riprendere una normalità che, purtroppo, ancora è lontana. La cancellazione della fiera è dettata proprio dalla volontà di non voler esporre la popolazione ad ulteriori nuovi casi di contagio, ritenendo la sicurezza sanitaria prevalente su ogni altro aspetto. A tutti i cittadini richiamati abitualmente a Lissone dalla Sagra, diamo l’arrivederci all’edizione 2021”. La stessa decisione è stata presa da Marco Troiano sindaco di Brugherio che ha spiegato :«Questo è il tempo della responsabilità. Nei giorni scorsi avevo dichiarato che, seppure in edizione ridotta, non avremmo voluto perderci l’occasione di poter stare insieme per la Festa Patronale. Avevamo quindi lavorato ad un programma che non prevedeva le giostre e i fuochi d’artificio, ma comprendeva comunque un po’ di animazione e di musica per sabato e domenica in piazza Roma ed in Villa Fiorita e poi le bancarelle, con anche la presenza delle associazioni, per domenica nelle vie del centro. Quanto sta avvenendo in questi giorni nelle nostre scuole e i dati in grande crescita in tutta la Provincia ci ha portato a decidere.  Siamo stati tutti d’accordo: non possiamo permetterci di rischiare un ulteriore incremento di casi, spesso con persone asintomatiche, come stiamo vedendo in queste ultime settimane. E non basta da sola la garanzia del presidio (che ovviamente ci sarebbe stato) e dell’utilizzo delle mascherine, che pure sarebbero state obbligatorie».

 

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