L’ex assessore monzese Paolo Gargantini si è tolto la vita

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Probabilmente era rimasto coinvolto in qualcosa più grande di lui. Forse ultimamente gli affari non gli andavano più bene. La politica, poi, l’aveva già abbandonata da tempo. Non sono ancora certi i motivi che hanno condotto, questa mattina alle 10.20, l’ex assessore monzese alle attività produttive Paolo Gargantini a togliersi la vita. L’imprenditore cinquantenne, titolare di una ditta edile e di un negozio tessile a Cernusco sul Naviglio, ha scelto l’ufficio della sua azienda per il folle gesto e, dopo aver raggiunto il suo posto di lavoro, si è tolto la vita sparandosi un colpo di revolver in testa. A sentire il colpo e a scoprire la tragedia immane è stato un collaboratore del cinquantenne che ha subito chiamato i soccorsi. Ad indagare sono i carabinieri di Cassano d’Adda ma  la modalità del gesto non lascerebbero dubbi sul fatto che si sia trattato di un suicidio. Unanime il cordoglio che ha sconvolto tutta la città di Monza e non solo. Su Facebook l’ex presidente della Provincia di Monza Dario Allevi ha commentato così: «Dolore, tristezza, sgomento…ciao Paolo». Gargantini lascia moglie e tre figli.

L’aula del Consiglio comunale di Monza ha osservato stasera un minuto di silenzio per esprimere il cordoglio alla famiglia di Paolo Gargantini, ex assessore al Commercio del Comune di Monza durante l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Mariani, che si è suicidato oggi nei suoi uffici Cernusco sul Naviglio. Il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, oltre ad aver espresso profondo rammarico per la scomparsa dell’ex assessore, ha manifestato solidarietà e vicinanza alla famiglia e annunciato che il Comune sarà presente alle esequie. Prima del minuto di silenzio sono intervenuti diversi consiglieri di maggioranza e minoranza, tra cui Domenico Riga, capogruppo di Forza Italia, partito nelle cui file militava Gargantini.

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