Le famiglie della casa rossa tornano a Sesto

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Quattro famiglie, tra cui una settantaduenne rimasti senza casa a causa di sfratti. Avevano occupato, con il sostegno della associazione Casa Rossa prima una chiesa a Sesto San Giovanni e poi uno stabile in viale Italia. Il Comune, però, ha eseguito lo sgombero e li ha mandati chi in hotel a Lodi e chi dai parenti. Ma loro non ci stanno e adesso stanno ristrutturando lo stabile di via Sacco e Vanzetti, un capannone abbandonato dove avrebbe dovuto sorgere la moschea, per poter tornare in città. La vicenda in effetti ha dell’incredibile. Filomena, 72 anni, ex bidella a Sesto con la pensione minima, sapeva che sarebbe stata sfrattata e aveva chiesto al Comune una soluzione ma la risposta è stata: «Vada dai suoi figli, oppure si paghi l’hotel». Lei ovviamente vuole rimanere a Sesto perché qui ha i figli e amici che la sostengono. E poi ci sono le famiglie con bambini: il Comune paga un albergo a Lodi per mamme e piccoli ma non per i papà o chi non è del nucleo familiare che deve pagare 10 euro al giorno, oltre al cibo visto che non c’è la cucina. «In questo modo il Comune non ha risolto il problema e anzi spende di più – ha spiegato Stefano mazzoleni del Comitato La Casa Rossa che sta aiutando a ristrutturare in via Sacco e Vanzetti, 80 – quello che noi proporremo al Comune è di acquistare stabili all’asta per queste famiglie, è assurdo che spendano dai 300 ai 600 euro al mese per mangiare a Lodi e spostarsi a Sesto per la scuola dei figli e che il Comune paghi gli alberghi altrettanto! Non si può continuare così: noi non vogliamo dare fastidio a nessuno ma se ci dicono che non ci sono case comunali e all’Aler non si possono chiedere….non ci resta che darci da fare». È stato scritto che lo stabile di via Sacco e Vanzetti sarebbe pericolante, è vero? «Assolutamente no, io faccio ristrutturazioni per lavoro e posso dire che il problema è solo che i ladri hanno sollevato il pavimento per rubare i cavi di rame, ma noi stiamo mettendo tutto a posto, per ora è la nostra unica soluzione e non credo ci sgomberino poi di qua». Insomma la saga continua. Da parte sua l’assessore Andrea Rivolta rivendica una gestione inappuntabile dell’emergenza da parte del Comune. Staremo a vedere cosa accade.

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