Le Coop rosse non aiutano i lavoratori dei cimiteri

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di Laura Marinaro

SESTO SAN GIOVANNI – Fumata grigia per i dipendenti dei cimiteri di Sesto. È da luglio che i 14 lavoratori della Attima Service, cooperativa rossa di Modena che gestisce i cimiteri cittadini dal 2003, non ricevono una lira, malgrado il Comune, quando la notizia è diventata di dominio pubblico, abbia dichiarato di voler intervenire a loro sostegno. Stiamo parlando di lavoratori che prima erano dipendenti comunali e che furono convinti che nulla sarebbe cambiato nel loro trattamento passando alla coop, anzi. In realtà a quanto dichiarato da Antonella Salpietro, rappresentante sindacale interna del gruppo di operai, «siamo precipitati in un girone infernale con Attima che ha sempre pagato a singhiozzo con il Comune che prometteva che il singhiozzo l’avrebbe fatto passare; siamo pagati peggio e lavoriamo in peggiori condizioni e ogni tanto non ci pagano nemmeno».

Una delle gallerie del cimitero nuovo di Sesto San Giovanni
Una delle gallerie del cimitero nuovo di Sesto San Giovanni

La Attima, una delle tante emanazioni periferiche dei colossi della coop emiliane (159 dipendenti), è attualmente in fase di concordato preventivo e quindi ha fatto sapere di non poter assicurare gli stipendi nel tempo previsto e che nel frattempo ha ceduto il ramo d’azienda della gestione cimiteriale ad una nuova Attima s.r.l. Insomma una sorta di gioco delle matrioske: si chiude una bottega per non pagare i creditori, dopo aver incassato dai committenti pubblici, e si apre un’altra fotocopia della prima. La Nuova Attima s.r.l costituita a luglio scorso, conta tra i soci i nomi più grossi dell’imprenditoria legata al mondo delle coop rosse: tra questi la Sofinco, società per azioni da 100 milioni di euro creata per partecipare altre società coop, e ancora dal Monte dei Paschi di Siena, alla Banca Popolare dell’Emilia e altri.

A questo punto ci viene da chiedere la Sofinco spa che – a quanto si dice – esiste per dare una mano a chi si trova in difficoltà, perché non aiuta la Attima e si presta per la nuova? E l’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni come mai non fa approfondite indagini come spesso ha fatto in passato con i privati? Secondo i sindacati, in particolare i rappresentanti della Cisl che si sono attivati per risolvere la questione, è interessante sapere come mai in dieci anni la vecchia Attima ha vissuto, di proroga in proroga, la possibilità di tenere un appalto da qualche decina di migliaia di euro e più.

Intanto la gara di affidamento del servizio di gestione cimiteriale bandita a luglio scorso è andata deserta (aveva partecipato solo una ditta di Napoli) ed è stata ribandita dal Comune per ottobre. C’è da chiedersi perché è andata deserta nei giorni stessi in cui veniva costituita la Nuova Attima. Forse la base d’asta era bassa? Forse a questo punto si passerà alla trattativa privata. «In questo comune si è sempre agito in modo strano quando c’erano queste gare – dicono i sindacalisti – a questo punto controlleremo questo e i precedenti appalti».

Infine, tra i requisiti che insospettiscono c’è quello «dell’esecuzione con buon esito, negli ultimi tre anni, di servizi analoghi a quello oggetto della presente gara per un importo complessivo non inferiore a 653.600 euro». Chi se non una azienda navigata del settore, magari la solita di sempre, potrà vincere? Il dubbio rimane. Il Comune, tramite l’assessore ai lavori pubblici e al personale, fa sapere di voler solo dare il servizio e le strutture migliori nei cimiteri e naturalmente di fare l’interesse dei lavoratori che vanno tutelati.

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