L’Azione Cattolica riunita in assemblea, l’esperienza di un socio storico

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legambiente cormano

Per la prima volta, domenica 13 settembre l’Azione cattolica ambrosiana ha celebrato
un’unica assemblea, decentrata in otto sedi sul territorio. L’assise dei delegati
che ogni tre anni si raduna per votare le linee associative ed eleggere il Consiglio e
la Presidenza diocesana era stata sospesa all’ultimo momento lo scorso 23 febbraioa causa dello scoppio della pandemia.
Per la zona pastorale di Sesto San Giovanni l’assise si è dunque riunita nel salone della
Parrocchia San Giuseppe, via Milano 99 a Cologno Monzese poi le
assemblee decentrate si sono collegate in videoconferenza con la sede dell’Azione
cattolica di via Sant’Antonio a Milano per gli emendamenti al Documento finale e
la votazione finale del documento. La zona di Sesto San Giovanni conta un
centinaio di delegati all’assise, in rappresentanza delle parrocchie e dei decanati.
Nello stesso luogo saranno aperti i seggi per l’elezione del Consiglio diocesano.
Da quando è in vigore l’attuale statuto nazionale, approvato nel 1969, l’Azione
cattolica è l’associazione ecclesiale con la più larga partecipazione democratica
al suo interno. Per l’Ac ambrosiana i delegati all’assemblea costituiscono circa il
10% dei soci, direttamente coinvolti nella definizione delle linee associative.
«In vista dell’assemblea i gruppi sul territorio hanno fatto un grande lavoro di
riflessione e preparazione», conferma Silvia Landra, presidente diocesana uscente
dell’Azione cattolica ambrosiana. «Una delle domande centrali che ci siamo fatti è
stata: “Come l’Azione cattolica” mi ha cambiato la vita?”. Dalle risposte emergeche la qualità del cammino di formazione è tra i temi più citati. È l’elemento che
più siamo pronti a promuovere e presentare agli altri, sapendo quanto bene ha
fatto a noi e quanto la formazione associativa ci permette di essere solidi e pronti
nei tanti contesti nei quali viviamo la vita quotidiana». Come testimonia il ritratto di
un socio dell’Azione cattolica della zona pastorale di Sesto che proponiamo qui
sotto. Gianmario Ubbiali, Dirigente d’azienda in pensione e Presidente di Legambiente a Cormano è uno dei soci storici e ha raccontato la sua esperienza:  «La fede mi dice “Ama il prossimo tuo come te stesso” e credo che un cristiano si debba riconoscere per quello che fa, non per ciò che dice…». Bastano poche parole a Gianmario Ubbiali, 65 anni, padre di due figli, per spiegare perché 10 anni fa ha fondato un circolo di Legambiente a Cormano, la città dell’hinterland milanese dove risiede. Cresciuto in parrocchia fin da ragazzo, socio dell’Azione cattolica, «da quando sono uscito dall’azienda ho deciso di riaffacciarmi alla vita
della mia città restituendo con il volontariato e competenze le soddisfazioni che ho
avuto nella mia carriera lavorativa». Secondo Ubbiali la scelta dell’impegno ambientale e per la giustizia non è affatto qualcosa di eccentrico per un credente. «Lo insegna l’enciclica di papa Francesco Laudato si’, che purtroppo sento citare molto raramente nelle parrocchie». È Bergoglio stesso a chiarire che «tutto è connesso» e la difesa del Creato e quella dei diritti dei poveri non possono essere slegate. Lo sfruttamento incondizionato della terra, inquinamento, stili di vita consumistici e sprechi danneggiano prima di tutte le
persone più fragili. Ecco così che Legambiente di Cormano, si occupa di
sensibilizzazione sui problemi del traffico, formazione nelle scuole, gestione di un
parco cittadino, ma anche di recupero del cibo fresco in scadenza dal
supermercato Coop e la distribuzione ai poveri. «Un impegno trasversale che unisce
tante persone di provenienza molto diversa, e tra questi, anche alcuni fedeli delle
parrocchie. Ma il punto d’incontro che ci unisce è l’essere “umani” e solidali, non
interessa segnare appartenenze». Lo scorso anno, racconta Gianmario, sono stati
recuperati e distribuiti alimenti per un valore di 150 mila euro. E nel 2020 la cifra sarà
certamente in crescita: «Dalle 180 persone che assistevamo siamo passati a 300 per
effetto della povertà causata dal Covid che ha colpito duro».

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