La Monaca di Monza di nuovo a processo

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Avete mai visto un pm, un giudice, un avvocato e un politico recitare tutti insieme? Succederà a Monza per l’evento teatrale “Processo alla monaca di Monza” organizzato in collaborazione con Associazione Culturale Prospectus – Milano Associazione Nazionale Carabinieri – Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza Serata a favore di Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma il prossimo 20 aprile alle 21 al teatro Manzoni di Monza. Saranno Stefano Dambruoso, noto ex togato poi diventato parlamentare, Antonio Tanga, ex pm di Monza oggi al ministero della Giustizia, Annamaria Bernardini De Pace, notissima avvocato divorzista e Licia Ronzulli, parlamentare europea i protagonisti assoluti della piece. RTestimoni d’accezione Gabriele Cirilli, che interpreta Renzo, Francesca Leto che fa Lucia e Cesare Cadeo nei panni di don Abbondio. Lo spettacolo segue fedelmente il rito processuale: l’Avvocato difensore e il Pubblico Ministero svolgono le loro argomentazioni senza un copione già scritto e senza aver mai fatto nessuna prova in teatro, mantenendo la spontaneità dialettica che caratterizza il processo penale e aumenta le suggestioni del pubblico.
L’imputato sarà un personaggio simbolo della storia, caratterizzato da una vita in chiaroscuro, che possa essere raccontata in positivo o in negativo e verrà interpretato da un attore o da un uomo di diritto con un profilo adatto al processo che si sta svolgendo. Il metodo dialettico del processo diventa lo strumento per trattare il grande tema sociale che è dietro quel personaggio. Si spazierà tra argomenti di alto livello culturale e politico con l’obiettivo di consentire una riflessione interiore in ognuno degli spettatori.
Sulla scena interagiscono avvocati e magistrati famosi, che ogni giorno nelle aule di giustizia combattono duelli dialettici che determinano la sorte dei veri imputati. La scelta dei protagonisti ricade sui protagonisti di eventi di cronaca che appassionano il grande pubblico, e che forniscono agli spettatori un volto e un nome già noto. Il processo è diretto dal Presidente della corte che, interpretato da un uomo di cultura e di diritto, avrà il compito di governare l’aula durante lo spettacolo introducendo la figura dell’imputato, dando lettura del capo d’imputazione, concedendo e togliendo la parola ai protagonisti e interrogando i testimoni.
Al termine dello spettacolo viene pronunciata una sentenza: sarà la stessa platea a decidere il verdetto, con un meccanismo di voto diretto in platea. Dopo la lettura di questo verdetto, sarà il Presidente della Corte ad emettere una sentenza, più tecnica, diversa da quella “popolare”, presentando al pubblico una doppia lettura dei fatti di cui si discute. Da non perdere con biglietto a 12 euro. www.teatromanzonimonza.it

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