La legionella spaventa Bresso

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BRESSO – Cinque casi in pochi giorni. La legionella torna a spaventare il Nordmilano e in particolare Bresso, comune nel quale si sono registrati tutti gli ultimi episodi. Numeri che certo non possono lasciare indifferenti, ma che – fanno sapere da Asl e Comune – non devono allarmare la popolazione.

Vogliamo subito rassicurarvi che gli uffici ASL, competenti in materia, affermano che le informazioni, allarmistiche e incomplete, che sono state divulgate in vari ambienti, sono prive di riscontro scientifico ed epidemiologico… non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e quindi non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità” fanno sapere dal Comune.

La dottoressa Cammarata, responsabile U.O. igiene pubblica territoriale 4, rassicura tutti:”In relazione ai 5 casi di legionellosi riscontrati nel territorio di Bresso sono state avviati da parte del servizio di Igiene e Sanità pubblica gli accertamenti per identificare la fonte di contagio”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il dott. Magnelli, Direttore SC Distretto 7 – ASL di Milano che in una mail al inviata al Comune, dice: Dalle informazioni ricevute da parte della responsabile distrettuale per le malattie infettive,si conferma l’attuale situazione di n. 5 casi di legionellosi a carico di altrettanti cittadini residenti a Bresso. La situazione è comunque sotto controllo nel senso che il distretto e il dipartimento stanno procedendo con i rilievi previsti nell’ambito delle indagini epidemiologiche e ambientali. Confermo la insussistenza di elementi che possano allarmare la popolazione”.

Ma che cosa è esattamente la legionellosi? Si tratta di un’infezione causata da un batterio chiamato appunto legionella, che colpisce l’apparato respiratorio e il contagio avviene attraverso l’acqua contaminata e i sistemi di a La legionella risulta essere la terza causa di polmonite acquisita in comunità, con un’incidenza che varia a seconda delle casistiche tra 3 e 15% del totale. Si stima che solo il 3% dei casi sporadici venga diagnosticato.



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