La Gelmini e la Meloni per Di Stefano e il civico Caponi

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Una svolta storica e al centro i bisogni dei sestesi e la sicurezza, non la Moschea. Questo il proclama elettorale di Roberto Di Stefano, candidato sindaco del Centro destra che oggi ha tenuto un incontro stampa con Mariastella Gelmini e Alessandro Cattaneo. All’incontro erano presenti numerosi sindaci azzurri: Alberto Villa, Marco Segala e Giacomo Massa, quest’ultimo appena riconfermato alla guida del Comune di Gottolengo (BS) con l’85 per cento dei consensi. Inoltre, non è mancata la presenza del nuovo alleato di Di Stefano, Giampaolo Caponi della lista civica Sesto nel Cuore e nel pomeriggio la visita di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
“Siamo davanti a quella che è una svolta storica: cinque anni fa ci presentavamo 46% al Centro Sinistra, 16% Centro Destra. Questa volta non è andata così. C’è stato un lavoro molto forte sul territorio, anche all’opposizione nei confronti di una certa Sinistra autoreferenziale, vecchio e poco disposta al dialogo. E i risultati si son visti: -30% dei consensi rispetto al passato e 26% di consensi per noi. C’è stato poi, il prezioso apporto del Polo Civico di Giampaolo Caponi, con il quale abbiamo instaurato da subito un dialogo a differenza della Sinistra. Non abbiamo parlato di poltrone, ma di programmi ed è questa la differenza. Noi non rimaniamo chiusi nei palazzi, ma andiamo in mezzo alle persone. Anche facendo “porta a porta”. La mia campagna elettorale è stata fatta ed è fatta, fra la gente. Ascoltarli, toccare con mano i loro problemi e proporre soluzioni è, secondo me, il buongoverno». Come la sua avversaria anche Di Stefano ha parlato di “un clima incredibile” . «Noi andiamo avanti con tranquillità guardando al cambiamento – ha aggiunto Di Stefano nel suo intervento subito seguito da quello di Mariastella Gelmini: «Questa conferenza stampa rappresenta la vetrina del buongoverno. Perché? Perché i sindaci presenti sono vicini al nostro partito, Forza Italia, e ai cittadini. La preoccupazione di questi ultimi, appunto, non sono tanto le bandiere ma la qualità dell’amministrazione. Noi con questa vetrina del buongoverno vogliamo mettere in evidenza l’amicizia e la cooperazione fra amministratori di varie realtà. Poi c’è Giampaolo Caponi che da solo vale quanto il PD, nel senso che si è preso il suo 24% e ha fatto un ottimo lavoro sul territorio andando da solo verso il civismo abbandonando i partiti. In più è stato accusato di aver annacquato la sua lista cercando il dialogo con noi. In realtà, questo è cercare il cambiamento. Anche noi ciapriamo al civismo».
Caponi invece, ha motivato il perché di questa scelta, denunciando il clima aggressivo nei confronti della sua lista: “Sesto è una città con un atteggiamento legato a periodi e ideologie precedenti al PD, infatti i componenti della mia lista hanno subito svariate pressioni di diversa natura. La responsabilità è certamente del sindaco uscente, in quanto non ha saputo accettare l’esito del primo turno, arroccandosi in una posizione generatrice di odio e non di dialogo. Comunque vada, ritengo che questa amministrazione ne esce sconfitta. La nostra coalizione, fatta di idee, presenza sul territorio e dialogo, che sono le basi del buongoverno, avrà un futuro».

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