La Bestia di Satana esce dal carcere, il padre della vittima: “me lo aspettavo”

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«Lo avevo immaginato quando si è parlato di indulto, poi quando ho avuto la certezza che uno degli assassini di mio figlio Fabio è uscito dal carcere, ho solo pensato che avendo confessato e collaborato con la Giustizia se l’è anche guadagnato. Sono italiano e segui le leggi, anche se in uno Stato di diritto non sempre accade…». Questo il commento che Michele Tollis, papà di una delle vittime della setta delle Bestie di Satana, che imperversò in Lombardia da fine anni 90, ha commentato la scarcerazione dopo 16 anni di Andrea Volpe, considerato uno dei capi del sodalizio. La notizia è stata comunicata la scorsa settimana dal settimanale Giallo, ma Michele Tollis, indomito genitore senza la forza del quale la vicenda non sarebbe mai emersa, se lo aspettava. Lui che, poco tempo fa, aveva fatto visita a Volpe in carcere a Ferrara e gli aveva parlato per ore guardandolo negli occhi. «Il perdono non è di noi umani ma è di Dio e io non dimenticherò mai quello che lui e gli altri hanno fatto a mio figlio – ha aggiunto – ma devo ammettere che è stato l’unico a chiedermi scusa e a guardarmi negli occhi raccontandomi cosa avevano fatto».

Michele Tollis, impegnato oggi nella riabilitazione dell’immagine del genere musicale Heavy Metal di cui suo figlio era amante, e che nulla c’entra con il “satanismo” e la violenza, ha voluto ricordare il maledetto giorno da cui è partito tutto. «Sabato 17 gennaio 1998 ore 16 circa, esattamente 22 anni fa – racconta Tollis – Fabio: Pa’, mi dai qualche lira in più? Stasera resto fuori a mangiare una pizza con gli amici. E io: to’ li meriti, il doppio della solita paghetta (20 mila lire, ndr). Fabio: bacino a mamma Elena, saluto a Arianna e Beppe, (sorella fratello). Ciao Pa’ grazie, a stasera. Fabio esce da casa nostra in compagnia di Mario Maccione, e Marco Zampollo, due giovani di Sesto e Monza, direzione fiera di Senigallia, mangiare una pizza con un gruppo di amici e concludere la serata al pub Midnight (in porta Romana). Fabio non farà mai più ritorno a casa, stessa sorte per la sua amica Chiara. Febbraio 2003: il pm A. Robledo di Milano archivia il fascicolo Fabio e Chiara con la motivazione: fuga volontaria. 04 giugno 2004: esattamente 6 anni e 4 mesi dopo, il sottoscritto in stretta collaborazione con la procura di Busto Arsizio, nella persona del Sostituto Procuratore dott. Tiziano Masini, con la collaborazione del comando carabinieri di Somma Lombardo, e il comando carabinieri di Varese, vengono a capo di uno dei più crudeli, feroci e impietosi delitti della storia del crimine. Fabio e Chiara erano stati massacrati e seppelliti nel parco del Ticino a Somma Lombardo. A ideare, premeditare, eseguire, occultare, e depistare con comportamento omertoso, un Branco di scellerati deviati mentali denominati le Bestie di Satana, che in concorso tra di loro risulteranno i responsabili di tale scempio. I loro nomi: Paolo Leoni detto Ozzy, Nicola Sapone, Andrea Volpe, Marco Zampollo, Pietro Guerrieri di Brugherio, Eros Monterosso, Mario Maccione, Massimiliano Magni. Risulteranno responsabili di altri due efferati delitti: il suicidio indotto di Andrea Bontade e l’impietoso ulteriore massacro di Mariangela Pezzotta.Tra l’altro con il loro abominevole operato hanno sporcato la reputazione di tanti giovani e bravi musicisti Metal degli anni 70/80, compresi i gruppi formatosi prima e dopo tali accadimenti». Un post che ha suscitato interesse in molti metallari che hanno contattato Michele e sono andati a a trovarlo. «Io Chiara non la conoscevo, ma Fabio si, anche se di vista lo vedevo sempre le volte che andavo al Midnight; è passato tanto tempo ma voglio solo dire che ancora non credo a quello che è successo a questi due giovani che avevano una vita davanti… ma perchè prendere di mira loro? Io son convinto che le Bestie di Satana, anche se non avessero preso droghe, una cosa del genere l’avrebbero fatta lo stesso perché erano malvagi…», ha scritto infatti uno di loro. Intanto c’è da dire che sono passati meno di dieci anni e molte delle Bestie sono già fuori. Prima di tutto Pietro Guerrieri, che ancora vive a Brugherio, ma che non ha nessuna voglia di parlare. Lui ha scontato solo sette anni in cella su 12 che avrebbe dovuto scontare, poi è stato affidato ad una comunità. La droga lo ha devastato. È dunque appena uscito dopo 16 anni Andrea Volpe, condannato in Cassazione a vent’anni solo perché aveva collaborato con le indagini. Elisabetta Ballarin condannata a 24 anni, si è laureata, è libera e lavora, in attesa della Grazia da lei richiesta, in un ristorante della Franciacorta. Lei si è rifatta una vita e dice di essere cambiata e di essere stata vittima di Andrea Volpe e della droga. Persino Silvio Pezzotta, padre di Mariangela, l’ha perdonata e l’ha aiutata a studiare. Nicola Sapone sta scontando l’ergastolo come Paolo Leoni, e si è convertito al cristianesimo, Eros Monterosso è stato condannato a 27 anni e si trova a Pavia, e Marco Zampollo, condannato a 29 anni, ha iniziato a beneficiare dei permessi premio dal carcere di Monza e lavora in una biblioteca della città. Ha persino partecipato ad un libro con un racconto storico. Maccione, condannato a 16 anni, è già fuori e continua a negare il coinvolgimento. Una vicenda che sembra non finire mai sia per gli strascichi giudiziari, che per molte sparizioni rimaste insolute. Come quella di Christian Frigerio, il giovane di Carugate, che nel 1996 sparì dalla sua casa e sul quale però a Monza si sono archiviate le indagini perché non è mai stato trovato il cadavere. Anche lui, come Ballarin e Bontade frequentava quel gruppo di ragazzi presi da acidi, droga, sesso sfrenato e satanismo proprio in quegli anni. La mamma Annalia Ferrarese – che Giallo ha incontrato prima del lockdown – non ha mai smesso di sperare. «Sono convinta che la morte di mio figlio c’entri con le Bestie e forse qualcuno che può sapere è ancora in giro, certo se parlasse chi è già uscito non sarebbe male. Io li odio e non li perdonerò mai!».

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