L’ accompagnamento psicologico alla patologia tumorale

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Sul nostro territorio le strutture sanitarie che possono accompagnare la persona affetta da tumore nel percorso di cura non mancano. Negli ultimi anni infatti la ricerca scientifica e l’evoluzione tecnologica hanno permesso diagnosi sempre più precoci e cure più efficaci. Da un punto di vista prettamente sanitario siamo indubbiamente ben attrezzati, la persona è ben seguita e ben “curata”.

Tuttavia ancora esigua è l’attenzione che viene posta agli aspetti psicologici ed emotivi connessi alle malattie tumorali, che, di frequente, rimangono appannaggio della forza di volontà del singolo e, nella migliore dell’ipotesi, del nucleo familiare.

Le emozioni e i vissuti che accompagnano l’evento malattia sono molteplici e complessi. Spesso prevalgono sentimenti di rabbia e solitudine: la persona fa fatica ad accettare ciò che le sta accadendo e, anche se circondata dai propri cari, le risulta difficile condividere intimamente i propri stati d’animo, le paure, i dubbi. La malattia solleva la paura di non guarire, vissuti di ambivalenza nei confronti di una cura che per farti stare meglio nel futuro, ti fa stare male nel presente, l’angoscia di fronte ad un evento imprevedibile ed incontrollabile. Anche il senso di colpa è un vissuto che si manifesta con forza. La persona può colpevolizzarsi per l’insorgenza della problematica e per l’impossibilità a mantenere il proprio ruolo in famiglia e all’interno della società: sospendere le usuali attività quotidiane (lavoro, hobbies, famiglia) suscita senso di inutilità e impotenza e fa sentire di essere un peso per gli altri componenti della famiglia. Tutti questi fattori rendono indubbiamente faticoso legittimarsi a chiedere aiuto, andando ad accentuare quei vissuti di rabbia e solitudine di cui si parlava prima; la persona si trova quindi imprigionata all’interno di questo “circolo vizioso” e non vede come poterne uscire.

Il percorso di supporto psicologico si configura come l’intervento di elezione per interrompere questo “circolo vizioso”, utile per comprendere e dare significato a quanto sta accadendo, trasformando la crisi provocata dalla malattia in un’opportunità di cambiamento e crescita personale.

Il sostegno psicologico diventa così un elemento centrale del percorso di cura che può facilitare la capacità della persona di affrontare una terapia lunga e difficile. La malattia non è più solo una parentesi da superare e dimenticare, ma può trasformarsi in un evento integrabile nell’esperienza della propria vita.

Studio Psychè                                                                                                             Via Casati 18, Cinisello B.mo – 389 2604800                                                                    Dr.ssa Cristina Carfagno e Dr.ssa Silvia Danna

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