Killer del tallio, niente ricorso per l’assoluzione

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Assoluzione definitiva senza ricorso di secondo grado per incapacità di volere (ma non di intendere) di Mattia Del Zotto, il ventinovenne di Nova Milanese che nell’estate del 2017 avvelenò con il terribile veleno del tallio, uccidendoli, i nonni paterni e una zia e mandò in ospedale altri due zii, i nonni materni e la badante. Una serie di delitti assurdi che lui stesso – dopo un po’ di mesi di indagini – confessò affermando di aver agito perché voleva purificare la famiglia. Nel processo di primo grado con rito abbreviato davanti al Gup di Monza Patrizia Gallucci il pm Carlo Cinque aveva chiesto l’ergastolo. Ma una perizia psichiatrica aveva stabilito che Del Zotto aveva agito nella capacità di intendere ma non di volere ed era totalmente incapace di stare in giudizio in quanto affetto da gravi disturbi di personalità. Per questo era stato assolto e non era stata data la possibilità alle parti civili, sia lo zio marito di laura Del Zotto, la vittima, sia gli altri parenti e la badante Betty Pogliani, di ottenere un risarcimento. Per questo il magistrato dell’accusa lo scorso inverno aveva annunciato di voler ricorrere in appello. Ma in questi giorni la Corte di Assise di Appello di Milano ha respinto il ricorso di secondo grado della procura, confermando in toto la sentenza di primo grado.

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