In Val Brembana tra natura e archeologia

0
104

Un borgo di antichissima storia nella Val Brembana, un angolo della Lombardia, in provincia di Bergamo, di inaspettato fascino naturalistico, storico e archeologico, con tracce dei primi insediamenti risalenti al sesto millennio a.C. Un luogo unico dove tre valli: Imagna, Brembilla e Brembana, si incontrano. All’inizio della Val Brembana si incontra il piccolo Comune di Ubiale Clanezzo, di circa 1400 abitanti, e a Clanezzo, in un contesto naturalistico particolarmente affascinante si può ammirare il caratteristico borgo,  posto sulla confluenza tra il torrente Imagna e il fiume Brémbo, importante crocevia di scambi commerciali tra la Repubblica Serenissima e i Grigioni, attraverso il Passo San Marco. Per visitare questi luoghi parcheggiate in prossimità del Castello di Clanezzo. Il castello risalente al periodo medievale è oggi il risultato di numerose trasformazioni che lo portarono da maniero di difesa ad un più piacevole e signorile palazzo. Abitato dai Carminati e dai Dalmasoni divenne nel seicento residenza di campagna dei Conti Martinengo da Barco, bresciani, poi passò ai Beltrami che lo abbellirono e lo resero più simile all’aspetto attuale, in seguito vi abitarono i Conti Roncalli. Oggi completamente ristrutturato è un elegante albergo ristorante, immerso in un parco di pini secolari. Di fronte al Castello troverete il sentiro che scende verso il borgo antico. Avviarsi lungo questo percorso, un acciottolato molto ben conservato, sarà un piacevole tuffo nel passato.Potrete quindi ammirare il suggestivo e antico “Ponte di Attone”, in pietra, una costruzione in ottime condizioni, fatto costruire da Attone Guilberto, proprietario delle terre, nel 975. Bellissimo esempio di architettura che permetteva il superamento del torrente collegando Clanezzo con Almenno San Salvatore. Sotto il ponte potrete ammirare lo scorrere dell’Imagna che si getta nel Brémbo. Adiacente al Ponte di Attone si trova “la dogana”, una robusta torre quadrata che era posto di controllo dei transiti e sede della “gabella”, il dazio imposto a chi commerciava utilizzando quel passaggio. Scendendo verso il greto del Brémbo, sempre sullo stesso sentiero, si raggiunge “il porto” dove attraccava il traghetto che faceva da spola tra le due rive del fiume Brémbo, sul quale viaggiavano persone e merci, già dal 1614. Il “portolano” che si occupava della gestione del porto viveva e operava in un edificio, ancora esistente, che col passare del tempo ha ospitato anche un’osteria con alloggio, chiusa nel 1829. Trasformata in ufficio postale ed abitazioni è stata definitivamente abbandonata. Ma per l’edificio ancora ben conservato, recentemente è stato avviato un progetto di valorizzazione e restauro con l’intento di riportare alla luce anche gli affreschi, risalenti all’800, che decorano l’agglomerato abitativo. Affreschi ben visibili anche sulle pareti esterne dove potrete scorgere raffigurazioni di cavalieri medievali.Al termine dell’edificio potrete imboccare “il ponte che balla” che andò a sostituire il traghetto. Questa passerella fatta costruire dai Beltrami nel 1878, lunga 75 m, è un ponte sorretto dalle funi, opera di arditissima ingegneria per quei tempi. Nel 1913, a causa delle onerose spese di mantenimento, il ponte venne ceduto al Comune, che ancora oggi assicura la regolare manutenzione e permette ai visitatori un suggestivo attraversamento “ballerino” sul Brémbo. Un’attrazione turistica per grandi e piccini che al termine del percorso potranno anche sostare su una spiaggetta, e passare alcune ore spensierate sulle sponde del fiume Brémbo, dove però è raccomandato il divieto di balneazione. Per le informazioni e per prenotare una visita turistica www.turismovalleimagna.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here