Il Sistema Sesto diventa un caso letterario

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SESTO ( Alessio Civati) Piero Di Caterina torna a far parlare di sè, stavolta dal punto di vista editoriale, con il libro intervista ‘Il Sistema Corruzione’ scritto con la nostra giornalista Laura Marinaro (nella foto). Per capire da dove nasce l’idea del libro basta seguire le parole dello stesso Di Caterina: “Avendo vissuto intimamente rapporti con i politici, diventati nel tempo brodosi e inquinati dall’illegalità, ho deciso di trasmettere con un linguaggio chiaro a tutti i cittadini quali sono i meccanismi reali della corruzione per invitare a prendere coscienza davvero del problema che fiacca l’Italia e poi ribellarsi. Ho avuto parecchi contatti con diversi giornalisti e alla fine ho scelto Laura Marinaro che ha lavorato per tradurre in un linguaggio chiaro i miei pensieri e i miei approfondimenti sul tema”. Il Grande Accusatore ci sintetizza poi il concetto di corruzione: “Non voglio svelare molto del libro, ma credo che la corruzione derivi fondamentalmente da una condizione non paritaria in cui la politica corrotta pone il cittadino nell’accesso alla vita pubblica. Quando insomma in cambio di soldi, favori o voti, si sceglie una via più diretta di quella legalmente consentita, si entra nella corruzione. Comunque tutto deriva dall’abuso d’ufficio. È in quel momento che il cittadino viene trasformato in suddito”. Abbiamo poi girato due domande alla nostra collega Laura Marinaro, nelle vesti di autrice. Il tuo libro si riferisce ad un fatto di cronaca circoscritto, il “Sistema Sesto”, però in Italia ci sono decine di altre situazioni similari. Cosa si potrebbe fare, secondo te, per combattere e sconfiggere definitivamente questo malcostume che inquina l’economia italiana da decenni? E’ possibile sconfiggerlo o è un male con cui dobbiamo convivere? “Il libro intervista scritto con Piero Di Caterina non si riferisce al Sistema Sesto. Alcuni episodi – e non solo quelli – della vicenda, anche non usciti mai sulla stampa, vengono raccontati solo per rendere degli esempi tangibili del Sistema Corruzione. È proprio quello che abbiamo scandagliato nei minimi dettagli come nessuno ha mai fatto fino ad oggi per offrire, nell’ultimo capitolo dal titolo ‘Ribelliamoci’ degli spunti per combattere la corruzione. Potrebbe essere possibile sconfiggerla sì, anche se mai del tutto perché la competizione è insita nella natura dell’animale uomo. Sicuramente sarebbe possibile ridurla. I modi sono tanti. Non voglio anticipare, ma si può partire da concetti che nel libro vengono sviluppati e spiegati bene, come trasparenza (vera, non falsa come oggi), controllo da parte di tutti della res publica e un forte patto tra le forze buone della legalità, ovvero cittadini, magistratura e forze dell’ordine”. Secondo te, dopo la fine dell’inchiesta sul “Sistema Sesto”, cambierà davvero qualcosa o, in perfetto stile gattopardesco, si “è cambieto tutto per non cambiare nulla”? “Poco importa se cambia qualcosa dopo un’inchiesta in particolare. L’importante è che la gente, i cittadini onesti, prendano coscienza realmente di questi gravi crimini che fiaccano le tasche di tutti noi (la cifra stimata è di alcune migliaia di euro all’anno per ognuno), e inizino a ribellarsi. Ovvio che, per come conosco questa inchiesta e anche altre, fino a che la magistratura inquirente rimarrà ancorata alla ricerca del vantaggio patrimoniale che sta dietro l’abuso del politico e del pubblico ufficiale corrotto (sempre più difficile da trovare la classica mazzetta) e non si concentrerà sull’abuso appunto, non si andrà molto lontano. Inoltre la politica corrotta che ha costruito il Ddl anticorruzione come “pro corruzione” confondendo i termini e riducendo le prescrizioni, ma soprattutto punendo l’imprenditore che denuncia, fa di tutto per ridurre il campo d’azione della magistratura inquirente”.

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