Il Rhodense è un territorio appetibile per realizzare nuovi centri commerciali?

0
249
Il Rhodense è un territorio appetibile per realizzare nuovi centri commerciali?
Il Rhodense è un territorio appetibile per realizzare nuovi centri commerciali?

Sorgono nuovi centri commerciali e la nostra zona, soprattutto vista l’alta densità di popolazione, ne è il naturale terreno di conquista. Certamente i centri commerciali, soprattutto se numericamente contingentati, hanno i loro indubbi vantaggi, ma spesso sono la causa di una desertificazione commerciale nelle zone circostanti ad essi. Inevitabilmente tolgono linfa vitale al commercio di vicinato moltiplicando, invece, realtà quali banche, negozi di telefonia ed abbigliamento i cui medesimi brand sono presenti nei centri stessi.
Siamo partiti, pertanto, dal quadro di Filippo Marano, noto grafico Rhodense, “Lo scatolone della globalizzazione” in cui, attraverso un collage di immagini prese dal web, simboleggia la depauperazione del tessuto vitale, sociale e commerciale di un’ipotetica città.

Nel nostro giro di opinioni abbiamo chiesto i pareri di politici e amministratori locali, partendo dal Consigliere Regionale Marco Tizzoni che, da tempo, si batte affinché la nascita dei centri commerciali sia maggiormente regolamentata. “In Regione Lombardia -ci spiega Tizzoni- mi sono, fin dal mio insediamento, battuto affinché fosse approvata una moratoria che sospendesse la possibilità di costruire o ampliare i centri commerciali in modo tale che, le parti politiche, potessero, nel frattempo, mettere a punto le linee guida, recentemente ratificate, che determineranno i nuovi valori di impatto urbanistici, occupazionali, demografici e territoriali necessari per la costruzione di nuovi insediamenti commerciali. Mi sembra questo un atto concreto di salvaguardia del tessuto sociale, commerciale ed economico”.
Il comune di Rho
“La normativa commerciale -ci illustra l’Assessore alle Attività Produttive Saverio Viscomi- inserita nel PGT recentemente approvato, non prevede la realizzazione di centri commerciali di grandi dimensioni, cosiddette grandi strutture di vendita, mentre si limita alla possibilità di realizzare medie strutture (massimo mq 2.500) circoscritte in 3 zone cittadine. La nostra scelta urbanistico commerciale è quella di salvaguardare il piccolo commerciante anche perché la vocazione del centro cittadino di Rho è già, vista la sua fisionomia, una grande struttura di vendita. Per tale ragione, è stata data la possibilità alle attività commerciali, ubicate nel centro cittadino, di ampliarsi fino a 400 mq. senza ulteriori verifiche urbanistiche. Questo vale anche per gli esercizi commerciali posti nei nuclei di antica formazione come le frazioni. La crisi, anche a Rho, ha costretto molte realtà commerciali, anche storiche, a chiudere, quest’anno sono state circa un centinaio. La nostra attenzione verso la buona qualità dei negozi la espletiamo attraverso la Polizia Annonaria che ha il compito di ispezionare periodi- camente gli esercizi rilevando eventuali scorrettezze sia dal punto di vista normativo che sanitario, verificando anche i requisiti in possesso del commerciante. Ed è importante che, il cittadino, si rivolga al comando della Polizia Locale nel caso individui una mancanza da parte di un esercente”.
Il comune di Pogliano Milanese
E’ invece sul territorio di Pogliano Milanese che potrebbe sorgere il centro commerciale più grande della nostra zona dopo quello, in fase di costruzione, nell’Area ex Alfa di Arese e qualche anticipazione ce la fornisce il Vice-Sindaco Claudio Mariani: “Sull’area antistante la Viridea, adiacente la SS33 del Sempione è prevista la nascita di un centro commerciale della grandezza di circa 15.000 mq compresi edifici a carattere industriale (capannoni e uffici) e civile (abitazioni). Quando la nostra Amministrazione si è insediata il progetto era già stato immaginato, infatti l’area è bloccata da circa 18 anni. Gli step autorizzativi e realizzativi sono comunque molteplici e necessariamente passeranno, fra l’altro, attraverso le nuove linee guida che la Regione Lombardia ha determinato. Più in generale, la politica sul commercio che il Comune di Pogliano Milanese ha deciso di adottare, determina parametri sull’impatto energetico, la garanzia di lavoro per i residenti di Pogliano o la possibilità di organizzare degli eventi che promuovano i commercianti locali”.
Il comune di Cornaredo
Il Sindaco, Luciano Bassani,  suona un campanello d’allarme: “Sul territorio di Cornaredo è presente un solo centro commerciale ed un supermercato di medie dimensioni. Il nuovo PGT non prevede la realizzazione di strutture commerciali, anzi, ha l’ambizione di valorizzare il centro storico, dove ormai, tristemente, non troviamo più i classici negozi di vicinato quali fruttivendoli, drogherie, mercerie e la frazione di San Pietro. Anche il recupero di cascine o l’apertura di negozi di qualità potrebbero favorire il commercio locale. Purtroppo però incombe un nuovo centro commerciale che non è esattamente sulla nostra zona ma immediatamente adiacente. Fra Cerro Maggiore e Rescaldina sarà realizzata una struttura di 72.000 mq. che assesterà un ulteriore colpo, spero non definitivo, ai negozi di vicinato. Solo attraverso una forte volontà politica locale e Regionale, che favorisca concre- tamente coloro che vogliono aprire una piccola attività, si può pensare che possa avvenire un cambio di tendenza.”
Il comune di Lainate
Il Capogruppo della Lega Nord, Anna Marazzi, spiega: “Siamo da sempre contrari a questi enormi centri commerciali che diventano il surrogato delle piazze di una volta che erano il tradizionale luogo d’incontro e di socializ- zazione. Purtroppo, quando si spegne la luce di una bottega che essa sia di un panettiere, fruttivendolo o artigiano, questa, non viene più rimpiazzata, e ciò va a discapito sia dell’occupa- zione, che della sicurezza perché, i piccoli commercianti, sono anche un autentico presidio del territorio. Nell’accordo, con il centro commerciale che sorgerà presso l’Area ex Alfa, vengono garantiti posti di lavoro per i cittadini delle città circostanti, fra cui Lainate. Monitoreremo che ciò accada perché, attualmente, il problema dell’occupazione è uno dei più scottanti”.
Il comune di Arese
Il problema di Arese, dove sorgerà un centro commerciale da record, uno dei più grandi se non il più grande d’Europa con 77.000 mq. (come 15 campi da calcio), parcheggi da 5.000 posti auto, lungo 1080 metri (25 minuti per percorrerlo a piedi), alto 23 metri (come un palazzo di 7 piani), con negozi di misure eccezionali, invece è diverso e ce lo spiega Massimiliano Seregni, uno dei principali aderenti all’iniziativa “Passaparola” il cui supporto mediatico è www.aresini.it: “Per quanto riguarda Arese ormai il problema non è più il centro commerciale, che comunque sarà ultimato, ma cercare di limitare l’impatto del traffico sul territorio cittadino e per questo abbiamo messo in atto una serie di azioni per costringere l’Amministrazio- ne Comunale di Arese a valutare interventi che non favoriscano il traffico di pas- saggio all’interno della città.  Bisogna sensibilizzare i cittadini affinché comprendano gli effetti negativi che il solo passaggio del 10% delle previste 50.000 auto ogni sabato e 2.000.000 di auto all’anno può comportare sia dal punto di vista della salute che da quello della qualità della vita”.
Da queste dichiarazioni e da molte altre che abbiamo raccolto da importanti esponenti della nostra società, ma qui non riportate, il coro è unanime, nessuno gradisce la realizzazione di nuovi centri commerciali e perché questo non avvenga, ci vogliono Amministratori coraggiosi e tenaci che contrastino i poteri forti. E’ evidente però, affinché queste parole non rimangano solo delle mere dichia- razioni d’intenti, che le città siano loro il fulcro sociale, economico e commerciale ritornando ad essere quei centri di aggregazione che erano una volta.

di LUCA RADICE

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here