Il Nord Milano esulta: c’è la Città della Salute

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SESTO SAN GIOVANNI – Dopo mesi di rinvii e di aperture, di date posticipate e di impegni ufficiali, la telenovela della Città della Salute ha avuto l’esito più logico e più positivo per il territorio del Nord Milano: la Regione ha scelto come ubicazione l’area ex Falck. Per una volta, in Italia, è stata scelta la strada che aveva più senso e più coerenza e non quella più politica: non sono prevalsi i grandi interessi e il grande potere del Comune di Milano, nè l’influenza del Prof. Veronesi (e del suo sponsor, il Presidente della Provincia, Guido Podestà).
Così le due ipotesi milanesi, la Caserma Perucchetti e il Cerba, sono state scartate: la prima perché troppo incassata in città e quindi con pochi spazi a disposizione; la seconda perchè troppo fuori (è in fondo a Viale Ripamonti) e, se è vero che di spazio ne ha fin troppo, è pur vero che non è servita da nessuna infrastruttura. La scelta di Sesto invece vanta entrambe le potenzialità: gode di tutti gli spazi possibili per realizzare un progetto di valore internazionale ed è servita perfettamente dai collegamenti viabilistici e dalle linee metropolitane. Il Nord Milano e Sesto esultano per un’eccellenza che sarà fondamentale per rilanciare il territorio: almeno in parte si cancella l’amarezza per i “pacchi” fatti da altre ‘eccellenze’ in passato, come Sky e Banca Intesa. Pacchi che ancora bruciano. Esulta il territorio, dunque. Ed esultano i suoi sindaci, i suoi assessori e consiglieri. Ed esultano i vertici dei due Istituti (quello dei Tumori e il  Besta) che dall’inizio della querelle propendevano per Sesto e soprattutto propendevano per una soluzione rapida, per non perdere  tempo (è sempre più necessario allargare gli spazi delle due strutture) e risorse (i fondi messi a disposizione dal Ministero).

Le ultime carte di Milano
Fino all’ultimo giorno Milano ha provato a chiedere altro tempo e a creare diversivi. L’Assessore Pd, Majorino, il 28 giugno ha chiesto di valutare altre ipotesi di siti (Policlinico e Niguarda, ndr), mentre Pisapia il 29 giugno auspicava ancora che Tumori e Besta non venissero portare via da Milano. Alla fine la scelta stizzita di non partecipare al Tavolo Regionale con un’assenza molto rumorosa.

Il sassolino di Formigoni
“La decisione è stata presa dopo diversi rinvii chiesti dal Comune di Milano, rinvii cui – ha spiegato Formigoni – ho acceduto per cortesia istituzionale, convinto come sono che le decisioni assunte all’unanimità sono più forti e quindi preferibili. Constato con dispiacere che il Comune di Milano, dopo aver condiviso tutti i passaggi del nostro cammino, compresa la necessità di individuare l’area con la massima rapidità, abbia scelto di non partecipare al Tavolo finale. L’unica proposta messa in campo da Milano – chiude il Governatore – è stata la caserma Perrucchetti, ma è ormai evidente a tutti che il Ministero della Difesa non ha nessuna intenzione di concederla. Perciò un ulteriore rinvio avrebbe voluto dire concedere tempo al nulla”.

I prossimi passaggi
A questo punto si dovrà costruire e sottoscrivere un Accordo di Programma entro il marzo 2013. Nel frattempo verrà indetta la gara (novembre 2012), per arrivare all’aggiudicazione nel settembre 2013 e all’inizio dei lavori nel marzo 2014; la fine dei lavori di costruzione della struttura è prevista per il dicembre 2015. Certezza sui tempi, dunque, e anche certezza sulle risorse: fino a 350 milioni da parte della Regione, 40 milioni dal Ministero della Salute (per nuovi macchinari e tecnologie del Besta), oltre a 50 milioni che il concessionario anticiperà, recuperandoli poi con la successiva gestione di servizi non sanitari, come guardiania, pulizie, ristorazione. Intanto il neo Sindaco di Sesto, Monica Chittò, ha confermato che l’area verrà messa a disposizione gratuitamente e ha assicurato che i lavori di bonifica procederanno in tempi rapidi, iniziando già nell’autunno 2012.

Un polo di eccellenza
Che non si tratti affatto di una semplice scelta “urbanistica” è stato sottolineato con forza dai due Presidenti degli IRCCS. “Abbiamo iniziato a studiare il progetto sanitario e scientifico già tre anni fa – ha detto Giuseppe De Leo, Presidente dell’Istituto dei Tumori – e ci dà sicurezza il fatto che questi studi non sono stati accantonati dopo l’abbandono dell’ipotesi Vialba, ma invece proficuamente utilizzati”.
Stesso concetto espresso dal Presidente del Besta, Alberto Guglielmo, che ha aggiunto: “Tiriamo un sospiro di sollievo: la certezza della soluzione e dei tempi è per noi fondamentale dal momento che non possiamo rimanere nella situazione attuale ancora per lungo tempo; basti pensare che i nostri laboratori sono dislocati in sette diverse sedi”.

I numeri del progetto
Le strutture si svilupperanno su una superficie di 129.000 mq, di cui 17.000 per la ricerca, 75.000 per le funzioni sanitarie, 38.000 per i servizi di supporto. I posti letto saranno da 630 fino a 705, di cui 482 dell’Istituto Tumori e 223 del Besta. Nell’area interventistica sono previste: 12 sale operatorie, 4 di radiologia interventistica, 5 di endoscopia interventistica, 3 di endoscopia diagnostica. Per quanto riguarda l’area diagnostica ci saranno: 20 sale diagnostica per immagini, 6 RMN, 3 TAC, 11 bunker, 3 sale simulatore (radioterapia e fisica sanitaria), 10 sale diagnostica di medicina nucleare. L’area diurna avrà 80 ambulatori di primo livello e 40 di secondo livello, 5 sale per la day surgery e 4 ambulatori chirurgici. La degenza diurna chirurgica disporrà di 30 posti letto, la degenza diurna medica avrà 25 posti letto di oncologia e 15 di neurologia.

Aria da Città Metropolitana
A chi ha fatto osservare che, scegliendo l’area Falck, si esce da Milano, Formigoni ha fatto notare che la Città della Salute sarà a pochi metri dalla fermata della linea M1 e che sarà il più grosso contributo alla realizzazione della Città Metropolitana. A questo proposito canta vittoria il Sindaco di Cinisello, Gasparini, grande fautrice del nuovo corso: “E’ una scelta importante e strategica. La localizzazione nell’area Falck rappresenta la prima grande scelta da città metropolitana”.

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