Il giudice monzese Piero Calabrò lascia la magistratura

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milano 24 gennaio 2007 anteprima film "un amore su misura" �fotostore

È stato per tanti anni uno dei giudici più conosciuti e apprezzati del Tribunale di Monza e da qualche anno era stato destinato alla sezione famiglia del Tribunale di Lecco. Ma in questi giorni, come un fulmine a ciel sereno, Piero Calabrò ha formalizzato con il Csm il suo addio ad un mestiere che lo ha impegnato per 36 anni. «La mia non è stata una decisione facile – ha spiegato in una lunga lettera – ma non credo che il “sistema giustizia” sia congegnato in modo tale da valorizzare le reali capacità (professionali e, soprattutto, organizzative) dei Magistrati, in particolare di quelli  non collegati a qualche corrente dell’Associazione Nazionale Magistrati; inoltre lo svolgimento delle funzioni di giudice civile non soddisfaceva più le mie aspirazioni ed attitudini». Queste le motivazioni che mettono sotto accusa il ruolo del Magistrato oggi. Ma Calabrò, noto anche come commentatore televisivo nello sport e come presidente della Nazionale Magistrati e del progetto Legalità, continuerà la sua opera in altri settori importanti. «Il mio nuovo ruolo sarà quello di consulente legale e di manager della legalità al servizio di varie realtà (istituzionali, imprenditoriali, sportive, associative, etc.). Lo stimolo al cambiamento e il pericolo di  passiva attesa del “fine carriera” sono stati certamente più forti di ogni altra considerazione e, forse, della stessa disillusione professionale».

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