Il delitto di via dell’Orsina al Parenti con la regia di Andrèe Shammah

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Due uomini si risvegliano nello stesso letto, con le mani sporche e le tasche piene di carbone. Non ricordano nulla di quanto accaduto la notte precedente dopo aver lasciato una festa. Da un giornale apprendono che una giovane carbonaia è morta quella notte e, tra una serie di malintesi ed equivoci, si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso quell’efferato omicidio. I due protagonisti, per evitare di essere incolpati, si dimostreranno capaci del peggio: l’eliminazione di tutte le prove del loro crimine. Ma un’incredibile ed inaspettata svolta dell’ultimo momento fermerà l’assurda escalation omicida. Questa la trama, in breve de “Il delitto dell’Orsina”, la piece di Eugene Labiche,raramente rappresentato in Italia, che debutta in prima nazionale al Teatro Franco Parenti con regia e traduzione di Andrée Ruth Shammah il 9 dicembre alle 21.

Dopo avere messo in scena più volte nella sua carriera autori d’Oltralpe (Marivaux, Feydeau, Molière, Anouilh, Giraudoux, Cloudel), Andrée Shammah torna a confrontarsi con la drammaturgia francese, scegliendo il padre nobile del vaudeville, maestro nella costruzione di equivoci e intrecci, vorticosi e irresistibili, che trascinano i personaggi in situazioni assurde e deliranti. In questa occasione dirige per la prima volta due grandi interpreti del teatro e del cinema italiano: Massimo Dapporto e Antonello Fassari : “Pensando a questi due personaggi – afferma Shammah – profondamente diversi l’uno dall’altro: uno ricco, nobile, elegante e l’altro rozzo, volgare, proletario che devono confrontarsi con quello che credono di aver fatto, ho pensato subito a Massimo Dapporto e Antonello Fassari, un’accoppiata con cui non ho mai avuto l’occasione di lavorare – e che non ha mai lavorato assieme – ma assolutamente perfetta per dare vita a questa storia.”A livello drammaturgico la regista è intervenuta su diversi piani con una ricontestualizzazione dell’opera che non si limita alla sola trasposizione dei fatti in un’altra epoca – l’Italia prefascista. Luoghi e personaggi inclusi i loro nomi sono stati reinventati nel rispetto della musicalità, della ritmicità e del significato dell’originale. Ha inoltre inserito elementi appartenenti ad altre commedie dell’autore, inventando alcune aggiunte nel testo, anche grazie all’aiuto degli attori, soprattutto per le parole delle canzoni. Un’altra novità importante è il secondo cameriere, non presente nel testo originale, che va ad arricchire la galleria di questi incredibili personaggi, disposti a tutto pur di mantenere le proprie apparenze integre di fronte allo sguardo e al giudizio della società. Completano il cast Susanna Marcomeni, Andrea Soffiantini, Christian Pradella, Luca Cesa-Bianchi e la partecipazione di Antonio Cornacchione. Le scene sono di Margherita Palli, i costumi di Nicoletta Ceccolini, le luci Camilla Piccioni mentre le musiche eseguite dal vivo da una piccola orchestra (pianoforte – flauto – clarinetto) sono di Alessandro Nidi con la collaborazione di Fabio Cherstich. Info e biglietti www.teatrofrancoparenti.com

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